lunedì 20 agosto 2012

La Fine della Galassia, Capitolo 4


Ecco il quarto capitolo di questo racconto. Entrano due nuovi punti di vista, gli Eldar Oscuri e l'Adeptus Mechanicus.


Roona si svegliò, più sudata di ogni altra volta. Anche in questa aveva avuto gli incubi. Si alzò dalla branda intontita, nonostante avesse dormito, e si guardò velocemente allo specchio. Portava il simbolo del culto delle Furie dei Cuori Trafitti sotto l'occhio destro, una lancia stilizzata con un cuore a metà e una goccia affianco, a simboleggiare il sangue uscito dalla ferita. Era ancora completamente nuda e doveva muoversi o altrimenti sarebbero partiti senza di lei, perciò prese la sua personale tuta delle Furie e la indossò. Doveva andare in battaglia, ma far risaltare la sua bellezza mozzafiato prima che il nemico morisse era una cosa che la eccitava, infatti, portava un perizoma nero, un reggiseno di cuoio di cui avrebbe potuto fare a meno perché i suoi seni stavano sù anche senza di esso, poi spalline, antibracci e schinieri neri con bordi rossi. Completò il tutto truccandosi il viso e facendo una coda molto alta ai suoi lunghissimi capelli corvini. Afferrò la lancia del suo culto, intarsiata con simboli tribali e con la punta romboidale, poi uscì dalla porta. Fece un lungo respiro, sentendosi meglio nello stare all'aria aperta, e osservò come ogni giorno il paesaggio di Commorragh con ammirazione. Osservò la folla di Eldar Oscuri e varie altre specie aggirarsi per le vie buie, non aveva molto tempo e la gente l'avrebbe rallentata. Fissò la lancia alla schiena e si arrampicò sul palazzo. Era leggera, agile e forte e questo gli permise di salire in cima in neanche un minuto. Saltò sul tetto di un altro palazzo e proseguì correndo. Si sentì stranamente bene in quel momento, addirittura meglio di certe volte all'arena. Saltò afferrando una sporgenza di un palazzo molto più alto, segno che si stava avvicinando al centro del Reame Satellite. Posizionò un piede su una sporgenza inferiore e si diede una grossa spinta, salendo di diversi metri. Dopo qualche minuto aveva raggiunto la cima anche di quello, senza alcun segno di fatica. Riprese a correre, scrutando nel frattempo il portale interdimensionale qualche centinaia di metri davanti a sé. Per la prima volta vide una specie di uccelli a mezz'aria "sempre più affollamento qui, una volta c'eravamo solo noi" commentò Roona con secchezza prima di volare su un altro palazzo. Cominciò a scendere, attraversando edifici più bassi, fino a raggiungere l'agognato portale. Ritornò sulla terra, prendendosi un attimo di pausa per ripulirsi i vestiti. Finalmente raggiunse il portale interdimensionale. La folla l'attraversava senza problemi, come nulla fosse, ma altre razze sarebbero state stupite del loro funzionamento. La Città Oscura si estendeva per uno spazio quasi definibile infinito, un insieme di diversi Reami Satellite che non sarebbero mai potuti stare tutti su un pianeta del mondo reale. Camminò ancora per qualche centinaio di metri, attirando lo sguardo dei passanti con la sua bellezza, e infine raggiunse uno dei porti di Commorragh. L'Arconte la stava aspettando, fermo davanti alle sue truppe; e anche se portava l'elmo, non dubitava del fatto che il suo sguardo fosse fisso su di lei "Roona dei Cuori Trafitti, non possiamo eternamente aspettarla" disse l'Arconte "ma dai, la stessa frase che penso su di lei quando siamo sul campo" L'eldar oscuro non aprì più bocca, ma semplicemente fece segno all'armata di imbarcarsi sulle rispettive navi. Quella dove doveva salire era di forma conica, verde petrolio con tipici simboli di cabala, decorazioni varie e vele del warp spiegate. Entrò e si sedette, aspettando di arrivare dai loro possibili alleati, i Corsari Eldar.

Dopo due giorni erano arrivati. Ogni flotta di Corsari Eldar si era riunita in quel posto per discutere con gli Eldar Oscuri su una possibile alleanza. Le navi si fermarono sopra l'atmosfera del pianeta, posizionandosi in prossimità della flotta corsara. L'Arconte era in piedi vicino ai piloti, pronto ad aprire una comunicazione. Un schermo olografico comparve davanti a lui, così si posizionò in modo da sembrare più regale di quel che fosse. In fondo alla stanza c'era Roona, appoggiata con la schiena e un piede alla parete, ad assistere al primo contatto "la comunicazione è aperta, signore" l'Arconte annuì e subito dopo sullo schermo comparve un Eldar dai lunghi capelli rossi e un'armatura nera con dettagli rossi "Salve, il mio nome è Raseel e sono l'ambasciatore della flotta dei Dragoni del Vuoto. Attualmente siamo a capo di questa intera flotta, composta di numerose bande di corsari"
"io invece mi chiamo Jakol e sono l'Arconte della cabala degli Assassini Notturni. Il sommo Asdrubael Vect, Arconte della cabala del Cuore Nero e signore di Commorragh, mi ha inviato qui a nome suo"
"sono felice di fare la sua conoscenza, Arconte Jakol. Quindi, dopo aver discusso con gli Eldar degli Arcamondi, mi esponga le sue tesi" Jakol annuì e iniziò.
"prima di tutto, voglio dirle che noi siamo molto simili a parer mio. Entrambi siamo amanti delle scorrerie e del saccheggio, semplicemente a noi piace far provare dolore ai nostri nemici, catturare prigionieri e spedirli a fare diverse fini in base a se finiranno in un'arena o in un laboratorio degli Homuncoli. Inoltre le nostre armerie sono simili in fatto di equipaggiamenti e veicoli. Credo che formeremmo un'armata coerente contro gli Eldar degli Arcamondi che persino voi avete lasciato" Jakol pensò di essere convincente.
"non tutti i Corsari decidono di rimanere per sempre in questa vita, ma a volte scelgono di tornare nel Sentiero Eldar. Voi intendete estinguere gli Eldar degli Arcamondi quindi?"
"esattamente, ambasciatore. Essi sono ormai in pochi, anche se si unissero tutti, non formerebbero una forza tale da permettervi vittorie che senza di loro non potreste raggiungere. Voi siete dediti al sabotaggio, al furto di tesori, mentre loro fanno tutto per il bene della galassia, seguendo quegli strambi Veggenti che prevedono sventura ovunque. Con loro tra le vostre fila, vi sentireste chiusi di nuovo nella rigidità del Sentiero Eldar. Ci sarà un motivo per cui ve ne siete andati?"
"certamente un motivo c'è, in effetti siamo stati sempre protesi verso la scelta di allearci con voi, ma siamo ancora indecisi" Jakol sorrise, compiaciuto del suo vantaggio e cercò di accentuarlo ancora di più.
"penso allora di poterle rivelare una cosa che gli Eldar degli Arcamondi non vi hanno comunicato. Dopo aver guadagnato la vostra fiducia e avervi portato dalla loro parte, hanno intenzione di farsi amici anche gli Esoditi" l'ambasciatore corsaro si pietrificò, fissando il volto dell'Arconte con gli occhi spalancati
"loro..." sussurrò Raseel.
"gli Esoditi giudicano, ma sono stati i primi a fuggire e ad abbandonarci. Giudicano, reputandosi migliori perché se ne sono andati prima della Caduta. Volete veramente allearvi con una fazione che vi considera Reietti e con una che vi giudicherà sempre appena non li guarderete in faccia? Se verrete con noi, gli Eldar Oscuri, sarete con una fazione che accoglierà i vostri metodi di combattimento" Raseel annuì.
 "penso che la decisione sia stata presa, mi consulterò con la mia Principessa e appena possibile la aggiornerò. Arrivederci" l'Arconte ricambiò il saluto, poi l'ologramma scomparve.
Roona sorrise, dopotutto Jakol era bravo in certe cose. Avrebbero estinto gli Arcamondi e gli Esoditi e poi avrebbero continuato, distruggendo ogni flotta nemica, saccheggiandola, facendo prigionieri e allargando le loro schiere. Il quarantaduesimo millennio avrebbe segnato la loro vittoria.

Il Magos era stato chiamato dai Tecnoadepti, avevano qualcosa da comunicargli. Attraverso gli ampi corridoi del Palazzo della Terrra, osservando come sempre le varie statue di eroi caduti e i quadri di onorevoli vittorie in nome dell'Imperatore. Personalmente, venerava il Dio Macchina, ma non era mai il caso di dichiararlo apertamente in quel posto. Dopo qualche minuto, davanti a lui si presentava il Cancello dell'Eternità. I membri dell'Adeptus Custodes erano stati avvertiti del suo arrivo, perciò tirarono indietro le lance per permetterli il passaggio. Salì le innumerevoli scale, lustrandosi gli occhi nel frattempo con le due grandi meraviglie affianco a lui: i due titani posti a guardia del Cancello. Erano dei colossi torreggianti su qualsiasi cosa e sembravano inamovibili, ma prima che se ne rendesse conto, aveva già finito le scale. Altri Custodes lo scrutarono, poi aprirono il Cancello. Le enormi ante si divisero, facendo fuoriuscire una forte luce che lo accecò temporaneamente. Si sentì teso e preoccupato, il tono dei Tecnoadepti mentre gli chiedevano di venire era piuttosto allarmante. Entrò nella famosa Sala del Trono, e Lui stava proprio lì. L'Imperatore dell'Umanità era seduto sul Trono d'Oro, il suo corpo collegato a numerosi cavi e tubi che gli consentivano una sorta di vita. Le sue carni erano quasi del tutto scomparse, rimaneva solo un vuoto involucro marroncino e rinsecchito e saltuariamente sentiva un fievole sospiro uscire dalla sua bocca. Tre Tecnoadepti corsero verso di lui, allarmati come mai prima "Magos Teremus, abbiamo bisogno del suo aiuto" il Magos li guardò con aria interrogativa "ha presente i malfunzionamenti trovati nel Trono d'Oro circa due anni fa'?" Teremus annuì "sono peggiorati...".

2 commenti:

  1. Allora, due punti.

    Stilisticamente non mi piace come ti dilunghi sulla descrizione porno soft di Roona. Ho capito, è figa. Visto che è un personaggio ricorrente, puoi anche evitare di contargli tutti i nei alla prima apparizione ^^.
    Invece avresti potuto descrivere più a lungo commonragh, che è uno dei posti più evocativi del 40k.
    Il secondo appunto invece è da bg. Scusa io ho solo gli ultimi due codex eldar, ma perchè i corsari dovrebbero avercela tanto con gli esoditi? Perchè mai dovrebbero schierarsi con gli Oscuri? In effetti l'unica alleanza di cui si sa qualcosa tra questi tre gruppi è quella del principe Yriel e Ylialden (scusa lo spelling) quindi tra corsari e arcamondi, e anche in altre storielle si dice chiaramente che spesso le navi corsare si uniscono alle flotte degli arcamondi. Anche il fatto che gli Eldar oscuri, con il casino che sta succedendo in tutta la galassia, pensino per prima cosa a distruggere gli arcamondi, dimezzando (come minimo) il numero degli eldar sopravvissuti alla Caduta, mi pare un po' forzato.
    Non dico che non vada bene, diciamo che mancano dei dati per rendere il tutto più coerente.
    Invece mi è piaciuta la sequenza free running di Roona che è ben strutturata e potrebbe essere assai evocativa con qualche descrizione in più.

    Davide.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La motivazione per cui i Corsari si alleano con gli Eldar Oscuri sta in tutto ciò che hai letto nel capitolo. Praticamente mi sono molto immedesimato nell'Arconte in quel pezzo.
      Non è che odino gli Arcamondi, infatti capita che abbiano buoni rapporti con essi, ma è stato proprio il discorso dell'Arconte a convincerli.
      Comunque i vari conflitti che si stanno verificando sono piuttosto indipendenti, quindi gli Eldar Oscuri non si preoccupano minimamente, e a volte neanche lo sanno, di un conflitto che sta avvenendo molto più lontano :)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Visualizzazioni fin dall'inizio dei tempi