giovedì 13 settembre 2012

La Fine della Galassia, Capitolo 10


Appena mi ricordo (e ho tempo), posto un nuovo capitolo de La Fine della Galassia. Sul forum che frequento i capitoli che ho postato sono un po' avanti, ma quando raggiungerò la stessa quota anche sul blog,  inizierò a scrivere i capitoli e poi postarli immediatamente sia sul blog che sul forum che frequento (non li posterò anche sul forum dell'Astropate, tanto ci saranno già sul blog). Ora godetevi il nuovo capitolo, ma prima una domanda: perché per scrivere ciò che sto pensando, uso sempre le parentesi? XD

Hoolis uccise Marius schiacciandogli la testa a terra con il maglio, proseguendo in seguito nell'uccidere i suoi nemici. Una quantità smisurata di Angeli Sanguinari cercava di abbatterlo, consci di quanto fosse pericoloso, ma lui proseguiva velocemente e agilmente grazie alla fisionomia del Contemptor. I lanciafiamme montati sullo scafo sputavano promezio che andava a bruciare chiunque si presentasse davanti a lui, fondendo le armature e cuocendo la carne. Le linee nemiche sembravano non finire, a differenza delle proprie che sembravano dimezzarsi ad ogni minuto che passava e il suo stato d'animo non era dei migliori. Hoolis non era presente alla morte dei Cavalieri Grigi, aveva già perso i sensi e quando si era ripreso i suoi occhi erano quelli di una macchina ancestrale pronta a farlo sopravvivere per l'eternità se non fosse morto in battaglia, ma la scena gli era stata raccontata da un confratello Custodes che aveva aiutato nel suo trasporto fino al luogo in cui era stato chiuso nel Dreadnought. Il combattimento stava procedendo, nulla poteva prevedere quell'evento e poi l'urlo si manifestò con tutta la sua potenza. Molti Cavalieri Grigi in piena corsa caddero istantaneamente a terra morti, altri abbandonarono le armi e cercarono di evitare di sentire quell'orribile suono, ma in qualsiasi modo reagissero il loro fato fu il medesimo. Morirono tutti, lasciando solo le orecchie e le menti frastornate agli altri presenti. La cosa che però aveva stupito era che l'urlo probabilmente non era opera delle forze nemiche, infatti, anche esse lo sentirono e ne subirono gli effetti. Successivamente, si notò che le morti erano avvenute anche in tutti gli psionici sanzionati e primaris e quando avevano perlustrato il campo di battaglia avevano trovato numerosi stregoni deceduti. Si dedusse che l'urlo era atto ad uccidere tutti gli psionici e questo non fece altro che confermare la tesi sulla mancanza di responsabilità da parte dei caotici. I demoni avevano bisogno di essi per manifestarsi in aree della galassia diverse dall'Occhio del Terrore, il Maelstrom o qualsiasi altra fenditura Warp, quindi uccidere gli psionici sarebbe stato insensato. Continuava a ragionare sull'accaduto e nel frattempo combatteva con furia inesauribile. Improvvisamente un Principe Demone alato molto lontano da lui annunciò di ritirarsi. La battaglia volgeva a loro favore perciò c'era un motivo diverso dalla sopravvivenza o la paura. Gli Space Marine del Caos si mossero indietro, sparendo in una miriade di piccole fenditure Warp create immediatamente per ognuno di loro, come alcuni che si lasciarono letteralmente cadere a terra e sparirono nel Warp prima di toccar suolo. Hoolis si fermò fissando il vuoto, immerso nuovamente nei suoi pensieri "Venerabile Hoolis" chiamò un Custodes dietro di lui "dimmi" ribatté lui con voce meccanica senza neanche voltarsi "i tecnopreti la vogliono vedere immediatamente" ebbe l'impulso di annuire, rimasugli della sua vita in un corpo di carne, poi mosse le gambe e tornò alla base camminando lentamente.

"perché sono stato messo dentro un Dreadnought?" chiese Hoolis "Santità dicono. Lei comunque è un grande eroe dell'Adeptus Custodes che ha servito l'Imperium per migliaia di anni, perciò è giusto che continui a servirlo, Hoolarius" rispose il Tecnoprete mentre riparava il carapace del Dreadnought con l'ausilio dei Servitori "il mio nome è Hoolis" disse seccamente "lo Spirito Macchina richiede un nome di macchina per funzionare, ma almeno possiamo trovarle un nome simile a quello che possedeva in passato" Hoolis si sentì frustrato, perché gli era stata strappata via la sua normale vita, ora pure la sua identità "cosa farete dopo?" sentì che il Tecnoprete aveva temporaneamente smesso di ripararlo, ma non potendosi muovere non vide la sua espressione "se lo Spirito Macchina resta calmo, può rimanere sveglio per un po' di tempo" riprese la riparazione, tacendo "e se non fosse calmo?" "dormirà" Hoolis non capì come potesse farlo dormire come se non fosse nulla. Osservò la camera buia in cui si trovava e si sentì a disagio, pensando al futuro.
"voglio uscire"
"cosa intende Hoolarius?"
"Hoolis! Voglio uscire da questo coso, datemi protesi bioniche, organi nuovi, ma non questo!"
I sottoposti, rimasti in disparte per il resto del tempo, si avvicinarono "Spirito Macchina infuriato, avviare procedimento di sonno indotto. Iniettare liquidi appositi, dose normale" disse Il Tecnoprete in codice binario affinché il messaggio arrivasse immediatamente "...non...potete...no..." il tono meccanico del Dreadnought si affievolì fino a scomparire e la pedana su cui era fissato si sposto dentrò a una cella che si chiuse subito dopo, lasciando solo una fessura che gli consentisse di vedere l'esterno al suo risveglio "procedimento concluso, passare alla riparazione del restante arsenale" si udirono i passi degli adepti del Mechanicus risuonare finché non uscirono, poi la stanza piombò nel silenzio e Hoolis dormì.

Si svegliò inaspettatamente, spossato, angosciato. Gli ritornarono ancora in mente le immagini della sua "quasi morte" e si sentì come se si fosse reincarnato in una macchina. Poi pensò a cos'era successo prima e il suo umore scese ancor di più. In passato pensava che l'eroe dentro un Dreadnought fosse un guerriero che rispettasse le caratteristiche del nome che portava il suo contenitore, ma forse non tutti erano così, o almeno non lui. Forse era solo una cosa di passaggio, ma non lo sopportava e non riusciva a resistere. Avrebbe vissuto per l'eternità in questo corpo metallico, uscendo per combattere e poi tornando a dormire, forse per giorni, forse per anni, forse per secoli. Tutti quelli che conosceva potevano morire, ma lui molto probabilmente non sarebbe statò lì. Si sentì intrappolato, imprigionato dentro un corpo che riteneva estraneo, ma che ora era il suo. Aveva paura, e quello che lo angosciava di più era che essa era causata da se stesso. Ruotò il capo per il poco che gli era consentito e vide altre gabbie come quella in cui era contenuto lui. Gridò, ma non riconobbe la sua voce, ora meccanica ed enormemente profonda. Nessuno rispose al suo urlo, neanche uno dei Dreadnought che erano lì nella stessa stanza potevano sentirlo perché stavano dormendo. Come potevano permettere che gli succedesse questo, non sapevano come si potesse sentire colui che veniva rinchiuso, ma sembrava non importargli e gli bastava che dormissero fino alla prossima battaglia. Un santo dicevano, ma si sbagliavano. Un tormentato forse, ma non un santo, egli si sarebbe sentito bene dentro questa prigione. Era il credo dell'Imperium ad averlo fatto imprigionare...era stato l'Imperatore. Urlò ancora, ma stavolta ebbe risposta, anche se non da qualcuno lì presente "perché urli Dreadnought?" Hoolis non capì da dove provenisse la voce che sentì, ma rispose comunque alla domanda "sono stato imprigionato, non importa a nessuno di ciò che mi affligge! Non posso restare qui per l'eternità, devo uscire"
"ma io posso farti uscire"
"dove sei? E chi sei? Cosa sai?"
"desideri la conoscenza, hai tante domande. Io posso rispondere e aiutare, ma un pegno in cambio mi dovrai donare"
"rispondi!"
"io sono temuto, ma pochi conoscono il mio nome e molti mi adorano. Posso farti uscire, ma dovrai donarmi la tua forza"
"cosa intendi?"
"combatterai per me e quando avrai raggiunto il gradino più alto, allora potrai uscire"
"non mi hai ancora detto il tuo nome e dove ti trovi"
"sono in un posto che attualmente non puoi raggiungere, il Warp. Il mio nome è Tzeentch e uccidere l'Imperatore sarà il tuo compito. Mentre cercherai di raggiungere tale scopo, dovrai fornirmi molte vite in sacrificio, ho bisogno di sperimentare" Hoolis si sentì scosso dal nome, l'entità che aveva combattuto per millenni ora gli forniva aiuto mentre colui che in quel lasso di tempo aveva servito, lo aveva condannato. Aveva sbagliato parte, doveva rimediare e lo avrebbe fatto uccidendo un membro dell'Imperium per ogni Caotico o Demone che aveva ucciso prima. L'ultima uccisione da rimediare sarebbe stata l'Imperatore.
La furia invase le sue restanti membra, i tiranti che lo bloccavano nella gabbia inizarono a cigolare mentre li strattonava per uscire. Insolite scariche azzurre scaturirono dai suoi magli e gli occhi dell'elmetto si illuminarono ardentemente dello stesso colore, rendendolo euforico. Fece ancora più forza e iniziò a muoversi ponendo i magli sulla porta. Un tirante sinistro cedette e rimase attaccato al braccio, consentendogli maggiore movimento e la possibilità di spingere, poi un altro dalla stessa parte e spinse ancor di più. Due destri, e premette con entrambe le braccia sempre più piene di varie scariche dall'aspetto etereo "Fulmine!" non si rese conto di pronunciare quelle parole e seppe neanche come le conoscesse, vide solo le scariche convogliarsi istantaneamente sui magli e liberare la loro forza scagliando la porta dall'altra parte della stanza. Una spia rossa iniziò a lampeggiare e un allarme iniziò a suonare, ma poco importava. Uscì dalla gabbia e come prima cosa strappò il pannello di comando delle gabbie e pedane, poi proseguì verso l'uscita. La conoscenza di Tzeentch si riunì nella sua mente e ogni sua arcana stregoneria fu a sua disposizione "venite!" sferrò un pugno sul muro, creando su di esso un passaggio tra il Warp e il mondo reale "di più" disse creando un altro passaggio con un secondo pugno e con le schiere demoniache che iniziarono a riunirsi mentre lui usciva.
Vide finalmente la terra e il cielo, e intorno a lui Custodes presi alla sprovvista e Guardie Imperiali spaventate "Muta!" esclamò trasformando un Custodes in un'uggiolante massa di carne con una moltitudine incalcolabile di arti dal potere letale "Tzeentch è mio padrone, egli mi dona la conoscenza e mi ascolta. Il Caos regnerà per gli eoni" Poi i Demoni invasero il pianeta.

1 commento:

  1. Certo che Hoolis è un debole. Che l'Imperatore ponga fine alla sua spregevole esistenza.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Visualizzazioni fin dall'inizio dei tempi