giovedì 25 ottobre 2012

La Fine della Galassia, Capitolo 14


Quattordicesimo capitolo e introduzione di un nuovo personaggio, Hidan Dayle.
Hidan Dayle si sistemò il cappello di tela a tesa larga, con il simbolo dell'Inquisizione al centro. Il lungo cappotto di pelle marrone sventolò durante il suo cammino, spostando i lunghi capelli neri e mostrando la spada potenziata nel fodero e la sfilza di coltelli appesi alla cintola, anch'essa in pelle. Scrutò ogni paio d'occhi, ogni espressione facciale e movimento del corpo, percependo il terrore degli uomini nell'essere davanti a un Inquisitore pronto ad ucciderli al minimo segno di resa, eresia o codardia. Dalla parte opposta, le Sorelle Guerriere. Donne attraenti in candide armature potenziate e dai capelli del suo stesso colore. Vergini portatrici della fiamme purificatrice dell'Imperatore, una potenza divenuta ai suoi ordini semplicemente per suo volere e che ora lo avrebbe accompagnato durante la guerra su Tyrant. Arrivò fino all'ultima guardia, poi si voltò e grattò la barba rada. Era compiaciuto del fatto che grazie alla sua sola presenza, la disciplina degli uomini aumentava a dismisura e gli ordini venivano seguiti senza domande. Osservò il cielo, nuvoloso a causa del fumo delle esplosioni o degli scarichi e giallastro per motivi sconosciuti. Oltre all'atmosfera, le due flotte avversarie avevano iniziato a darsi battaglia tra i laser e le batterie di lance, coordinando magnificamente il fuoco delle armi con la difesa degli scudi Vacuum. Fece un cenno alle Guardie Imperiali di rompere le righe e un altro alle Sororitas per rispedirle nei piccoli conventi creati da poco per ospitarle. Dayle si diresse verso una grande tenda montata apposta per le riunioni degli individui di spicco. Intorno a lui sciamavano guardie e custodes, anche se i primi erano assolutamente incorruttibili e perciò non erano turbati dalla presenza di un inquisitore. Sarebbe stato curioso di sapere la reazione degli Exorcist, ma in quel momento il capitolo era impegnato a combattere su un altro pianeta del sistema. Quando aveva ricevuto la notizia che tutti i capitoli di Astartes stavano ponendo la loro fede nel Caos, anche per i motivi più futili, si era promesso di ucciderli tutti, uno ad uno, finché non fosse rimasto neanche un solo traditore nella galassia. Scosse la testa interrompendo i suoi lunghi pensieri, poi entrò nella tenda scostando la tela biancastra di cui era composta.
Si ritrovò in un gruppo che sarebbe stato improbabile vedere altrove. C'era un titanico Adeptus Custodes in armatura terminator senza elmetto addosso, un anziano ufficiale della Guardia Imperiale dallo sguardo torvo e un'elegante divisa imperiale con tutta una collezione di medaglie, un tecnoprete che identificò come un Magos di qualche genere e un Confessore dell'Ecclesiarchia "abbiamo un piano?" iniziò Dayle senza parlare formalmente e andando subito al punto. Si posizionarono intorno ad un tavolo rettangolare con sopra un proiettore che recava l'immagine di Tyrant. Il Custodes, probabilmente l'attuale maggiore di grado presente in quel momento dopo la morte di Constantin Valdor, mise le dita sulla proiezione e zoomò nella zona in cui si trovavano attualmente "il nemico spiega forze di ogni tipo, provenienti solitamente da ovest e organizzate sempre in modo da affrontare qualsiasi nemico" disse il Custodes "nel precedente scontro abbiamo subito la perdita di due corazzati superpesanti Hellhammer e Shadowsword da parte di una grande bestia rossa dotata di una chela e un cannone e fusa con gambe meccaniche che schiacciavano facilmente le truppe a terra" Dayle sapeva perfettamente di cosa stesse parlando l'Ufficiale della Guardia in quel momento, ma preferì non manifestare la sua conoscenza in materia. Ripensò a come era entrato nell'Inquisizione. Era piccolo, sul suo pianeta si viveva solo della raffinazione e vendita dei minerali estratti dai minatori in continuo servizio nelle miniere. Un inquisitore era venuto nella miniera in cui aveva appena iniziato a lavorare per un motivo sconosciuto a tutti. Mentre scavava, lo vide come l'uomo con il cappotto, il grande cappello, la lunga barba e un sacco di amici. Era incuriosito ogni volta che lo vedeva passare in mezzo alla cava, accompagnato continuamente da strani individui molto particolari. In quel momento non ricordò quanto tempo passò dal suo arrivo, ma resta il fatto che un giorno avvenne un terremoto violentissimo nella miniera. Lui riuscì a salvarsi per miracolo, rimettendoci una gamba, i suoi genitori morirono. Dayle era coraggioso, e la sua gamba aveva fatto quella fine proprio nel tentativo di salvare un altro uomo. L'inquisitore lo reputò valido, gli propose di diventare un suo apprendista e lui, ormai rimasto orfano, accettò. Non sapeva che la sua prima missione con il suo maestro avrebbe coinvolto una di quelle bestie, uno strazia-anime. Dopo mesi di battaglie contro gli eretici che lo avevano evocato, e la successiva distruzione della macchina demoniaca, l'Inquisitore vinse e lui partì insieme a lui.
Da quel giorno erano passati circa centosette anni, il suo maestro di nome Jubal era morto e Dayle era diventato un Sommo Inquisitore dell'Ordo Hereticus. Non si rese conto di essersi perso qualche frase dei presenti, ma ascoltando le successive riuscì a rientrare nel discorso "è necessario organizzare una spedizione che riesca a ottenere informazioni su ciò che possono ancora sfoderare i nemici, e se possibile anche riguardo i loro piani" disse il Confessore.
"I loro piani non sono poi così difficili da intuire" intervenne il Magos.
"Esattamente, ho passato cent'anni alla caccia delle forze del Caos, non ci vuole molto a capire che sono qui per poterci sconfiggere e poi fare rotta verso la Terra. Andrò io, insieme al mio seguito"
"È troppo pericoloso, una sola squadra non può andare in mezzo a un esercito così immenso e sperare di uscirne viva" disse il Magos allarmato.
"lei non sa di cosa é capace un Sommo Inquisitore, e dei loro metodi di agire" il Magos non disse più niente e gli altri fecero solo cenni di assenso "bene, penso che la riunione sia finita. Io vado a portare a termine il compito che mi è stato affidato, arrivederci" poi si voltò e si diresse verso la sua Thunderhawk. Ad aspettarlo fuori c'era Ahlinor, una Sorella Ospedaliera facente parte del suo seguito, e Samantha, una dei suoi due Intoccabili "allora?" esordì Samantha "un nuovo compito. Dobbiamo prendere informazioni sul nemico"
"peccato, è da troppo tempo che non ingaggiamo uno scontro ravvicinato" disse Rodney, un Crociato appena uscito dalla Thunderhawk "non ti preoccupare, con la molte di nemici che ci ritroviamo, non sarebbe insolito se dovessimo combattere" ribatté Dayle "e chiama gli altri, partiamo subito"
"a piedi?" chiese Ahlinor.
"non possiamo rischiare di andare con la Thunderhawk ed essere abbattuti in volo. Procederemo a piedi" Ahlinor non obbiettò ulteriormente, conosceva il carattere di Dayle. Rodney riuscì dal velivolo, questa volta insieme a tutto il resto del seguito di Dayle. In tutto erano undici: due Crociati, due Intoccabili, una Sorella Ospedaliera, un Lexmechanicus, due Saggi, un Servoteschio, un Interrogator e un Explicator. Dayle li osservò tutti nella preparazione del loro equipaggiamento, e appena ebbero finito partirono. Attraversarono insieme il campo, finendo poi un una strada in rovina "Kus, Tawr, avete informazioni riguardo a questa zona?" chiese Dayle ai due saggi "qui intorno non abbiamo nulla di interessante, ma a qualche chilometro c'è un centro abitato" disse inizialmente Kus "potrebbe essere distrutto a quest'ora, ma dobbiamo comunque provare" finì Tawr. Proseguirono, sorpassando la strada diroccata in mezzo a sabbia e rocce. Sigismund, l'Interrogator, si avvicinò a Dayle, mettendogli una mano sulla spalla e il Cacciatore di Streghe roteò la testa per guardarlo. Sigismund indossava un lungo impermeabile di pelle nero, proprio come i suoi capelli lunghi riuniti in una coda e la sua barba incolta "Signore, cosa pensa di trovare in quel posto?" il tono dell'Interrogator sembrava preoccupato "non ho idea di cosa possiamo trovare. Se è qualcosa di utile, buon per noi. Se è qualcosa di male, siamo equipaggiati a tal fine. Se non c'è nulla, proseguiremo. Non vado in un posto senza essere preparato ad ogni possibile situazione" Dayle indicò un punto davanti a loro. S'intravedevano delle case, ma non si capiva ancora se fossero integre. Guardandosi intorno, capì quanto la fauna avesse capito che la morte fosse frequente di quei tempi. Vide degli uccelli neri posarsi sui rami spogli dei pochi alberi presenti, intenti a fissarli curiosi di sapere se fossero il loro prossimo pasto gratuito "sono grassi" osservò Tawr, attirando l'attenzione di Dayle "sono approfittatori, aspettano la morte altrui, Tawr. Poi scendono dal loro trespolo e strappano la carne dalle ossa" la spiegazione di Dayle incupì il saggio, che abbassò lo sguardo e continuò a camminare. Arrivarono finalmente nei pressi del centro abitato e guardarono il paesaggio. Le case distrutte erano numerose, le macerie si spargevano in mezzo alla strada asfaltata le impronte di astartes e cingoli erano ancora presenti "X-068, scannerizza le impronte. Vedi se riesci a trovare tracce di nemici diversi da quelli affrontati finora" il servoteschio fluttuò in avanti, emettendo luci verdi davanti alle impronte e immagazzinando dati che subito dopo vennero analizzati "negativo signore, nulla di nuovo" la voce del servoteschio era roca, a causa del fatto che essa era originata da un vox "Sigismund, Kus, Diana, con me. Gli altri in squadre versatili da tre, sapete come fare. Esplorate la zona in cerca di tracce, nemici e civili" le squadre si divisero, scrutando ogni angolo del paesaggio nel tentativo di trovare qualcosa. Dayle vedeva solo impronte di normali astartes e cingoli di veicoli uguali a quelli imperiali, forse non avrebbe trovato nulla di interessante
"ci sono dei civili qui!" urlò il crociato Erikan dalla parte opposta rispetto a loro "andiamo" ordinò Dayle "Diana, presenza psionica?" lei, sorella di Samantha e insolitamente Intoccabile anche lei, scosse la testa "penso che il Caos non stia tentando di creare nuovi psionici. Hidan, sei fortunato che non possiedi poteri psionici. A quest'ora saresti morto" l'inquisitore guardò Diana, contemplando il suo corpo dalla bellezza scultorea accentuata ancor di più dalla sua tuta cremisi che si intonava benissimo con i suoi capelli castani e gli occhi nocciola "lo so Diana, mi ritengo fortunato per la prima volta" raggiunsero Erikan, il quale era in squadra con Tawr e l'Explicator Udo. In mezzo alle macerie di una casa si nascondevano una donna, un uomo e due bambini. Dayle fece un cenno ad Ahlinor e lei lo raggiunse, poi si avvicinarono ai civili scavalcando i resti di un muro di roccemento. I frammenti polverosi scricchiolarono al loro passaggio, e ad ogni passo quelle persone sembravano più spaventate "tranquilli, siamo servi dell'Imperium, siamo alleati" l'uomo disse qualcosa, ma non capì nulla "Falys, non parlano alto gotico. Tu sei una Dialogus, conosci la loro lingua?" Falys annuì e si avvicinò "spiegagli che siamo dell'Imperium, alleati insomma" la Dialogus parlò ai civili usando scorrevolmente la lingua locale, spiegando ciò che gli era stato richiesto "digli anche che ora Ahlinor controllerà se sono feriti, e fornirà supporto medico. Infine chiedi informazioni riguardo agli ostili passati di qui".
"Dayle, non penso siano nella condizione psicologica più adatta per poter fornire una spiegazione dettagliata dell'accaduto" spiegò Falys.
"tu prova, al massimo avremo maggiori informazioni in seguito, ma almeno avremo già qualcosa su cui lavorare" lei guardò di nuovo le quattro persone, ingaggiando una lunga conversazione di cui lui era assolutamente estraneo a causa della lingua "Ahlinor, puoi procedere" l'ospedaliera iniziò a cercare eventuali ferite e a medicare quelle trovate, mentre Falys e Dayle discutevano sulle informazioni e gli altri del suo seguito si aggiungevano "dicono che degli esseri ricoperti da spesse armature sono passati di qui. Molti scesero dai trasporti, iniziarono a sparare alla popolazione, a distruggere gli edifici. A un certo punto hanno anche lasciato in libertà esseri molto simili a loro, ma con arti mostruosi, deformi e atteggiamenti bestiali" Dayle ragionò. Quasi tutto era roba vecchia, tranne una cosa "sono partiti con i posseduti. Prima operavano solo con arsenali tecnologici. Ora che hanno portato qui anche i demoni, sono partiti con l'utilizzo dei posseduti. Probabilmente non ci vorrà molto prima di vedere demoni titanici uscire dalle membra di quei bastardi" i visi del suo seguito erano sconcertati, ma presto si accesero di decisione "abbiamo già un'informazione buona, ma non possiamo fermarci qui. Contatterò la base in seguito, ora dobbiamo occuparci di questi civili, estrapolare il maggior quantitativo di informazioni da loro e poi chiamare un squadra di soccorso che si occupi di loro" Dayle si mise a posto il cappotto e il cappello, poi guardò l'orizzonte nebbioso "una caccia ci aspetta".

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Visualizzazioni fin dall'inizio dei tempi