lunedì 4 marzo 2013

Mordecai, Prologo


Qualche giorno fa avevo tirato fuori sulla pagina dell'Astropate su Facebook che probabilmente avrei iniziato a scrivere un racconto basato sulla mia Crociata dell'Undicesimo Giudizio. Ieri alla fine ho annunciato che avrei pubblicato il prologo il giorno seguente, ed eccolo qua.
Questo racconto avrà come protagonista Mordecai, un ex-Cappellano che utilizza solitamente l'armatura Terminator e che funge da braccio destro del Signore della Crociata Sigismund Kraad.
Metterò tutto il mio impegno e la mia capacità nello scrivere in questo racconto, in modo da ottenere il miglior risultato.
Buon lettura, spero vi piaccia.



Gli allarmi risuonavano in tutta la nave. Le loro luci rosse roteavano illuminando parte delle stanze e dei corridoi. Ogni oggetto era ribaltato e i cadaveri di alcuni Astartes erano riversi a terra con rivoli di sangue intenti a scendere lentamente, creando lunghe linee sulle armature un tempo lucenti dei possessori. Allungò una mano verso la console di comando ormai demolita, cercando di afferrarne una sporgenza per potersi rimettere in piedi. La sua mano corazzata era scivolosa a causa del sangue e dei liquidi di raffreddamento fuoriusciti dai tubi dilaniatisi con l'incidente. Tutto ciò che sentiva era un costante e fastidioso fischio. Gli allarmi assordanti e le scariche del sistema elettrico ora compromesso irreversibilmente. Riuscì a raggiungere una precaria posizione eretta, poi si voltò verso la porta automatica semi-aperta. Le sue gambe tremavano, il terrore aveva scavato fino ad instillare il suo seme corrotto all'interno della sua mente, e ora non sapeva cosa aspettarsi. Si girò nuovamente, prese il vox e provò a creare una comunicazione su un canale criptato, in modo che nessun nemico in grado di comprendere il messaggio potesse recepirlo.
"qui Sergente Veterano Jul Traius, della 3a compagnia di Angeli Oscuri. Parlo dalla cabina di comando come unico sopravvissuto in questa zona. Chiunque sia in ascolto mi risponda" parlare gli risultava faticoso, perciò si prese un attimo per riprendere fiato, poi proseguì.
"Imposterò questo messaggio in modo che venga trasmesso a intervalli di tempo regolari. Chiudo".
Cambiò le impostazioni come detto, anche se l'unica cosa emessa come risposta in quel momento risultava essere un rumore di interferenza. Si passò una mano sulla fronte, levandosi il sudore provocato dall'angoscia che lo attanagliava.
Improvvisamente avvertì dei passi. Gli allarmi esplosero, scagliando scintille e frammenti in ogni direzione. Il buio diventò quasi totale, le uniche luci provenivano dai cavi scoperti e una piccola luce intermittente in mezzo al corridoio. Avanzò lentamente, cercando di far funzionare nel modo migliore possibile il suo Lobo Oftalmico, in grado di fargli vedere anche in situazioni di buio quasi totale. Poco dopo smisero pure le scariche, ma i passi sulla superficie metallica del ponte della nave continuarono. Ora regnava quasi del tutto il silenzio, rotto soltanto dal suo flebile fiato, il quale creava piccole nuvolette dovute al freddo in continua crescita. Arrivò fino alla porta senza impattare contro oggetti e cadaveri e successivamente fece il suo primo passo nel corridoio.
Estrasse la pistola plasma riposta precedentemente nella sua fondina. Fortunatamente non era rimasta danneggiata, perciò la accese e così ottenne anche una sorta di torcia. La tenne in avanti, pronto a premere il grilletto appena avesse individuato un nemico, anche se la mano tremava. Il terrore, il freddo, le ferite e lo stordimento creavano nel suo corpo e nella sua mente uno stato confusionale che non aveva mai avvertito prima.
Improvvisamente una figura apparve dal primo angolo a destra del corridoio, mostrando una grossa figura di cui non distingueva bene le forme. Il colpo di plasma partì istintivamente, andando a bruciare la carne di un suo confratello Astartes. Ci fu una risata, proveniente però da dietro il suo confratello.
"stupido" sibilò l'individuo lì dietro, per poi gettare sul pavimento il corpo dilaniato e massacrato di un Bibliotecario. Poi egli si mosse, e in quel momento Traius vide che era un Astartes in Armatura Tattica Corazzata, conosciuta da molti come Terminator.
Non mostrava particolari modifiche all'armatura che lo contraddistinguevano dai Lealisti, ma Jul capì che non era assolutamente dalla loro parte.
La piccola luce intermittente si spense e non vide più il suo nemico lontano una decina di metri. Spense la pistola plasma, in quegli istanti lo avrebbe soltanto intralciato, poi attese in silenzio.
La luce si riaccese con un ronzio e vide il Terminator più vicino, anche se non aveva sentito alcun passo mentre si avvicinava. Si chiese come fosse possibile che prima lo sentiva chiaramente mentre ora si muoveva in completo silenzio.
La luce cedette nuovamente ed ebbe un tonfo al suo primo cuore. Sudò nonostante il freddo e le gambe iniziarono a cedere.
Un'altro attimo di vita inondò la sorgente di luce, ma ora il nemico era di fronte a lui. Distinse un caratteristico elmo a teschio, un requiem d'assalto nella mano destra e un Crozius Arcanum in quella sinistra. La sua armatura non era completamente nera, ma con varie zone bianche. Jul cadde in ginocchio, ma cercò di non morire come un codardo.
"noi...non conosceremo mai la paura" sussurrò Jul.
"no..." la sua voce era molto profonda, quasi bestiale "...voi non conoscerete la paura...voi conoscerete il terrore" infine il Terminator alzò il Crozius e gli staccò il cranio.

3 commenti:

  1. Alcune imperfezioni, soprattutto all'inizio ma la conduzione della trama è fatta bene!bravo!

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