mercoledì 11 settembre 2013

L'acquisizione delle Centurion


Appena le Armature Centurion hanno iniziato a piacermi, ho pensato che avrei letto il loro BG e poi avrei ideato un racconto per narrare la loro acquisizione da parte della Crociata dell'Undicesimo Giudizio, perciò così ho fatto. Spero vi piaccia.
Questo racconto riprende la figura di Yatta, personaggio già visto in un altro racconto che potete trovare nella pagina degli articoli di background, racconti e utility.



Marte, il pianeta dell'Adeptus Mechanicus. Erano in pochi quelli che avevano il diritto d'accesso al di fuori dei Tecnopreti e le Mani di Ferro appartenevano a questa cerchia ristretta. Essi avevano buoni rapporti con il Culto di Marte e gli SPM di certe tecnologie venivano concessi più facilmente a loro. Proprio per questo motivo Reshaim, che precedentemente apparteneva alle Mani di Ferro, era stato inviato come infiltrato sulla superficie del pianeta per recuperare l'SPM dell'Armatura Centurion. L'Era dell'Apostasia non era finita da molto tempo, ma il Mechanicus era riuscito a fare gli ultimi controlli e collaudi dell'ultimo SPM ritrovato, mettendo così in circolazione un'armatura che non richiedesse il corpo menomato di un Astartes oppure la costruzione di armature ormai assai difficili da costruire. Sarebbe stata un'aggiunta perfetta per l'arsenale della Crociata, in modo da contrastare l'Imperium e portare avanti i loro propositi.
Reshaim indossava la sua seconda armatura, dipinta con la livrea delle Mani di Ferro appositamente per le operazioni d'infiltrazione, e portava con sé il suo solito bastone, in grado di incanalare i suoi grandi poteri psionici. Nessuno su Marte sapeva che, nonostante la sua armatura fosse come quella dei Techmarine, in realtà lui fosse uno psionico e il segreto doveva rimanere tale.
Mentre camminava sulla terra sabbiosa, giunse davanti a un grande portellone di plascemento con apertura a spirale. Premette un bottone a lato, aspettando di ricevere risposta dall'altoparlante subito sottostante.
"Identificazione, prego" gracchiò l'altoparlante.
"Anteus Barachius, Techmarine del Capitolo delle Mani di Ferro dell'Adeptus Astartes".
"Rimuovere l'elmetto per permettere la conferma dell'identificazione" Reshaim sganciò l'elmetto, iniziando a respirare direttamente l'aria di Marte senza l'ausilio dei numerosi filtri e sentendo il vento sferzare sulla sua pelle consumata dal fuoco anni prima. Un sistema di riconoscimento scansionò il suo viso e dopo qualche momento l'altoparlante gracchiò nuovamente.
"Identità confermata. Prego, entri pure".
Il portellone si aprì in pochi secondi, richiudendosi appena ebbe varcato la soglia. L'ambiente era austero, con pareti di plastacciaio senza alcuna decorazione, poche e fioche luci di vecchie lampadine e il sibilo dei servoteschi che volteggiavano a circa un metro dalla sua testa per svolgere i propri svariati compiti.
Anteus Barachius, si ripeté fra sé e sé. Teoricamente l'identità che aveva esposto era corretta, ma semplicemente non era la sua e si era solo camuffato. Barachius era morto solo pochi mesi prima proprio in una battaglia contro la Crociata dell'Undicesimo Giudizio e i vari informatori avevano accertato il fatto che su Marte nessuno sapesse già della perdita. Questo gli permetteva di muoversi molto più liberamente.
Si diresse verso delle scale, tramite le quali iniziò a scendere nelle profondità della terra per raggiungere le camere di collaudo e di controllo e poter così mettere le mani sull'SPM. L'ambiente si fece ancora più buio finché non arrivò a destinazione. Il piano inferiore era molto ampio ed illuminato, anche se sempre carente di decorazioni. Verso il centro c'erano cinque armature Centurion completamente equipaggiate e intorno ad esse alcuni tecnopreti, intenti a controllare ogni giuntura e meccanismo.
"Salve colleghi" esordì avvicinandosi ed esprimendosi con i suoi normali organi vocali. I Tecnopreti non fiatarono, ma risposero tramite i codici della Lingua Technis. Reshaim non si mostrò spiazzato dal metodo di risposta e ascoltò.
"Salve Techmarine Barachius, la aspettavamo. Novità dall'Adeptus Astartes?" disse uno. Anche Reshaim passò all'utilizzò della Lingua Technis. Sebbene fosse uno psionico, aveva passato anni a studiare ed esercitarsi nella Lingua Technis in modo da poter prendere parte ad una gamma più ampia di operazioni d'infiltrazione.
"Abbiamo recentemente combattuto con degli individui eretici, ma alla fine siamo riusciti a prevalere con poche perdite," mentiva, perché in realtà le Mani di Ferro erano state decimate "ma sono venuto a sapere di questa nuova tipologia d'armatura e volevo vederla con i miei occhi. Posso visionare il progetto?".
"Certamente, non c'è alcun problema" disse il secondo tecnoprete tirando fuori da una tasca una lavagna dati recante tutte le informazioni sull'armatura. Reshaim lesse tutto con attenzione, apprendendo la differenza da Centurion Assaltatori e Devastatori e tutti i vari tipi di equipaggiamento.
"Personalmente ritengo azzardato l'adattamento per gli Assaltatori. Non sarebbe piuttosto difficile consentire loro di arrivare vicino ai bersagli in tempo utile?" commentò Reshaim.
"Teoricamente il problema sarebbe risolvibile con sistemi di teletrasporto, ma sono difficili e lunghi da costruire e perciò vengono prodotti solo per le Armature Tattiche Corazzate. È comunque possibile trasportarli all'interno di un corazzato Land Raider" disse ancora il secondo. Reshaim vide servoteschi e servocherubini levitare per la stanza mentre parlavano. Non poteva fare mosse azzardate come uccidere direttamente i due tecnopreti, perché anche se fosse riuscito a distruggere qualche servocostrutto subito dopo, qualcuno gli sarebbe sicuramente sfuggito e la copertura sarebbe saltata. Doveva adottare un approccio diverso e doveva pensarci in fretta.
"Capisco, quindi deduco che quest'armatura sia una soluzione tattica al fuoco pesante e al combattimento ravvicinato senza utilizzo obbligatorio di costose Armature Tattiche Corazzate e Sarcofagus che hanno bisogno di un importante Astartes menomato, giusto?"
"Completamente corretto. Mi scusi Barachius, ma la domanda sorge spontanea: i suoi servoarnesi?"
Era preparato, nulla poteva coglierlo di sorpresa.
"Riparazioni. Sono all'interno della Fortezza Monastero e gli altri Techmarine si stanno occupando della loro riparazione mentre io mi trovo qua" i tecnopreti annuirono, segno che li aveva adeguatamente convinti.
"È possibile fare un collaudo personalmente?"
"Sì, ma faccia attenzione".
Reshaim, dopo aver posato il proprio elmetto sopra un bancone, si diresse verso un Armatura Centurion per Devastatori e la azionò. Essa si aprì, permettendogli di entrare. Posò i suoi piedi sulle gambe a movimento idraulico, per poi incrociare le braccia e connettere il sistema MIU al suo cranio. Una volta fatto il tutto, due bracci meccanici provenienti dal soffitto presero l'elmetto, glielo posizionarono e l'armatura divenne completamente operativa. Notò che la mobilità era piuttosto limitata, ma era comprensibile. Reshaim trovò il modo di andarsene con quello che voleva. Approfittò del sistema MIU per combinare la tecnologia con i propri poteri psionici. Ricorse alla telecinesi, trasmettendola al MIU fino al Cannone Grav sotto il suo braccio automatico destro. La combinazione tra le due cose sfociò nella produzione di una cupola gravitazionale in tutto l'edificio, facendo precipitare a terra e demolendo ogni servocostrutto e schiacciando sul terreno i due tecnopreti. Ora niente poteva registrare i suoi movimenti. I Tecnopreti cercarono di gridare, ma il piede del Centurion calò sulle loro teste, disintegrandole completamente in una sequenza di scricchiolii ossei e meccanici e spruzzi di sangue artificiale. Con il potere della propria mente, mantenne la cupola anche uscendo dall'armatura, procedendo poi nel prendere la lavagna dati del tecnoprete e copiando l'intero archivio dell'Armatura Centurion all'interno del centro di memoria installato nel suo elmetto. L'SPM era stato recuperato, ora doveva solo andarsene. Sempre utilizzando la cupola, fece levitare le Centurion fino all'esterno dell'edificio e aspettò pazientemente.
Pochi minuti dopo arrivò. Yatta, soprannominato Il Folle Sacerdote delle Undici Entità, apparve come se la sabbia portata dal vento si fosse solidificata assumendo la sua forma. Il Sacerdote guardò Reshaim da seduto sopra una roccia, con un ghigno in volto e probabilmente soddisfatto.
"Bravo Reshaim, sei stato molto efficiente. Mi devo proprio complimentare. Qui il lavoro è finito, l'SPM è nostro e ora possediamo una nuova tipologia d'arma. I Kureijimashin come te saranno contenti di farci qualche strano esperimento macchina-uomo, ma anche i Sandoirinpikku Senshu si divertiranno a creare i loro Mark per quest'armatura. Nel complesso, saremo nuovamente superiori tecnologicamente all'Imperium. Se non si fossero chiusi così tanto alla creazione di nuove tecnologie e, più in generale, al progresso, magari in questo momento starei combattendo contro di te".
"È possibile, Yatta" il Sacerdote rise.
"Ma no, che dico. Di sicuro non starei combattendo contro di te. Ti avrei già tagliato la gola nel sonno prima ancora di diventare un Astartes, facendoti ritrovare dalla tua donna come un rigido cadavere insanguinato accanto a sé e magari portandola al suicidio o a un trauma che l'avrebbe accompagnata fino al momento della sua morte naturale. Ma questo non è successo e ora sei qui con me a conversare come due baldi gentiluomini. Peccato però, non ho portato il servizio da the oggi. Ricordamelo la prossima volta." Yatta si alzò, contento per aver raccontato la sua storiella e dando le spalle a Reshaim.
"E la donna?" chiese lo psionico con tono preoccupato.
"Non ti deve importare" il Sacerdote si voltò parzialmente per incontrare il suo sguardo "ricorda, il nostro Credo porta ad una creazione di un universo equilibrato e noi stiamo creando qualcosa di paragonabile ad un castello di carte. Non possiamo concederci il lusso di far cadere una carta alla base, altrimenti il castello cade".
"Non capisco cosa tu voglia dire. La nostra struttura è solidissima e abbiamo appena fatto un passo avanti con l'acquisizione delle Centurion".
"Lo so, ma voglio illuderti del contrario" poi Yatta sparì sgretolandosi, come se la sabbia che prima solidificandosi l'aveva creato ora stesse ritornando libera nel vento. Reshaim rimase lì ancora per qualche minuto prima di partire, pensando alla donna che aveva abbandonato tempo addietro per diventare un Astartes. Abbassò lo sguardo verso la sabbia e lentamente apparve una scritta come se qualcuno di invisibile la stesse scrivendo con le dita: "SID, by Yatta".

4 commenti:

  1. Come al solito i tuoi BG mi piacciono.... Ma non credo che su Marte facciano passare uno solo perchè dice che è Pinco pallino e ha un vestito simile, altrimenti Marte sarebbe già stato conquistato dal cheos molto tempo fa. :)
    V

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti hanno usato un uomo molto somigliante all'originale, con le sue stesse abilità (con in più delle altre non mostrate) e stessa armatura. la Crociata organizza bene le cose XD

      Elimina
    2. Sì ma dal mechanicum mi aspettavo qualcosa tipo riconoscimento vocale, impronte digitali, controllo della retina ecc.... Sarò io che mi aspetto troppo dai tecnopreti.... XD
      PS sono sempre io ma mi sono iscritto

      Elimina
    3. sì, in effetti in quel momento non mi sono venuti in mente i vari metodi di riconoscimento :D

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Visualizzazioni fin dall'inizio dei tempi