mercoledì 4 dicembre 2013

La Fine della Galassia: Capitolo 18


Udite udite, signore e signori, ho finalmente ripreso a scrivere La Fine della Galassia! Per chi non lo sapesse, è un racconto che scrivo da ancor prima che nascesse l'Astropate. Se non ricordo male lo iniziai a scrivere circa due anni fa, o quasi. Con la conclusione di Yatta: La Caduta delle Istituzioni, ho deciso quindi di riprendere questo lungo racconto che in molti mi hanno chiesto di continuare.
Ecco quindi che ritorna alla carica La Fine della Galassia, con un capitolo dedicato agli Angeli Sanguinari e all'Eldar Oscura Roona.


Dire che Sanguinius non avesse complessi mentali era un grande azzardo, specialmente in quel momento. Il Primarca era pervaso dal dubbio e non sapeva scegliere tra due opzioni. Aveva inizialmente scelto di seguire Khorne perché, grazie a ciò, era possibile dare libero sfogo alla Sete Rossa e alla Rabbia Nera senza problemi di eventuali ritorsioni, ma voleva veramente lasciare i propri figli in mano alla follia più pura e lanciarli verso la morte senza alcun ritegno? Nurgle si prospettava come seconda opzione. Lui avrebbe potuto salvarli, ma molti Angeli Sanguinari erano ancora fedeli a Khorne e si stavano già creando faide interne. Se non fosse intervenuto, presto sarebbe scoppiata una guerra civile. Nel frattempo, i due Dei del Caos si contendevano il Primarca, il cui corpo cambiava continuamente dal rosso vivo al bianco con riflessi verdastri in un ciclo continuo. La sua pelle si lacerava e si riparava nel giro di pochi secondi, le sue ali si deturpavano o riacquistavano vigore nello stesso lasso di tempo e in un minuto aveva passato una decina di aspetti esteriori diversi. Dal trono dorato su cui sedeva, Sanguinius avvertì i litigi tra i propri figli, ma qualcosa di troppo potente che non sapeva identificare lo fermava, sentendo di non riuscire a muovere un muscolo. Non poteva intervenire, una sensazione uguale alla paura lo pervadeva, ma di paura non si trattava.
"Basta!!" urlò Sanguinius con una voce tale da zittire tutti gli Angeli Sanguinari all'esterno.
"Nurgle!! Nurgle!! Nurg-Leth!! Nurg-Leth!! Il Signore della Piaga, lui ci salverà e ci porterà al trionfo!!" L'Angelo gridava queste parole con una sofferenza indescrivibile, mentre il suo corpo abbandonava completamente la colorazione rossastra. La pelle si squamò e si ricoprì di bubboni e vesciche, il suo voltò divenne più scarno, assomigliando molto di più a un teschio, le ali divennero come quelle di un uccello malato e alla fine la sua conversione fu definitiva. Si alzò dal suo trono e, con un potente battito d'ali, balzò fino alla porta della sua sala, fuoriuscendo in mezzo alla folla mostrando il suo nuovo aspetto. Gli Angeli Sanguinari ancora devoti a Khorne rimasero sbalorditi da ciò che videro.
Sanguinius li indicò e disse: "Per colpa mia avete commesso un errore. Avete riposto la vostra fede in un Dio che vuole sfruttare i vostri punti deboli per usarvi come pedine sacrificabili in preda alla pazzia. E quindi io ammetto di essermi sbagliato, ma di aver trovato ora la verità. Venite dunque al mio fianco e marciate in nome di Nurg-Leth" gli adoratori di Nurgle si ersero orgogliosi, mentre quelli di Khorne ringhiarono dalla rabbia.
"Il Primarca è stato corrotto!" giunse dalla folla del Dio del Sangue "La Legione dev'essere purgata!" subito dopo scoppiò una baraonda. Gli Angeli Sanguinari presenti iniziarono a darsi battaglia e Sanguinius ruggì, con un miasma fetido che parve corrodere l'armatura e la carne. "Vi ho offerto la salvezza!! Vi ho offerto la possibilità di non morire inutilmente!! Perché mi fate questo?! Perché?!" le mani del Primarca affondarono nei corpi dei suoi figli, diffondendo in pochi secondi batteri e virus letali. Gli Astartes di Khorne caddero sempre più numerosi, uccisi dalle lame infette dei loro corrispondenti di Nurgle o dalle malattie e il miasma sempre più forte diffuso da Sanguinius. Alla fine, il Signore della Piaga uscì vincitore dal conflitto, ma Sanguinius si rese conto che questi erano pochi dei seguaci nemici. Presto sarebbe scoppiata un'intera guerra civile, la quale avrebbe coinvolto anche tutti i Capitoli Successori. Non sapeva prevedere come sarebbe finita, ma sicuramente sarebbero morti più di quanti ne fossero necessari.

La notte in quel posto splendeva quasi come il giorno. Le nubi si erano diradate, permettendo di osservare flotte e arcamondi che si scontravano tra loro scatenando esplosioni lucenti, contemporaneamente uccidendo centinaia di Eldar per ognuna di esse. Più arcamondi si schiantarono su varie superfici planetarie e un altro andò a finire sul pianeta dove ora si trovava Roona: Iyanden.
Aveva sentito parlare di un famoso individuo proveniente da quell'arcamondo, di nome Yriel. Mentre sedeva sui rami di un albero alieno insieme a Urien Rakarth, Roona pensò all'alleanza con i Corsari. In passato era convinta che i Corsari e gli Esoditi non avessero cattivi rapporti, ma tutto sembrava essere cambiato, anche se la cosa non le dispiaceva, dato che altrimenti avrebbero pure avuto i Corsari come nemici.
Uno schiocco di rami spezzati fece svanire ogni suo pensiero e la fecero immediatamente concentrare sulla provenienza del rumore. Nei secondi seguenti non avvertì nulla. Forse era un animale, ma chi poteva dirlo con certezza? Roona si voltò verso Urien, aspettando una possibile comunicazione gestuale, ma non ottenne nulla, se non una leggera inclinazione della testa. Iniziò a pensare che forse era stato davvero un animale, il quale aveva percepito la loro-
Non fece in tempo a finire di pensare che un Guerriero d'Aspetto delle Banshee Urlanti si avventò su di lei come fosse comparsa dal nulla. Il ramo su cui era posata si spezzò, ma la Banshee l'aveva probabilmente incluso tra le possibili conseguenze di questo metodo d'attacco, posizionandosi in modo da evitare danni nella caduta. Roona, invece, cadde sulla schiena, sentendo le pietre sul terreno lacerarla come coltelli affilati. Sbarrò gli occhi per il dolore.
La Banshee si tolse l'elmo, mentre altre sue simili si occupavano di Urien.
"Piacere di conoscerti, sono Kailis, la persona che ti ucciderà tra pochi istanti" disse l'Eldar dalla candida armatura.
"Puttana..." rispose la Furia, per poi alzarsi resistendo al dolore e sfoderando dei coltelli. Roona attaccò per prima, puntò alla gola, ma la Banshee parò con un bastone a doppia lama, ruotandolo e respingendo la sua avversaria. Kailis effettuò un affondò, schivato da Roona grazie alla prontezza di riflessi, che però non furono abbastanza veloci da evitarle un successivo taglio al braccio sinistro. Osservò velocemente la ferita, constatando la sua superficialità, poi lanciò un coltello ad una velocità impressionante. Kailis non percepì neanche il movimento dell'arma, anche se si accorse subito dopo che questa si era conficcata nell'addome. La candida armatura si tinse di rosso e sul terreno cadde altro sangue. Roona approfittò della momentanea distrazione della nemica per attaccare ancora. Raggiunse il coltello conficcato e lo estrasse, combatté ancora parando colpi avversari e subendo parate ai suoi successivi contrattacchi. Lo scontro continuò ancora, la polvere si alzò e sporcò le rispettive contendenti, incuranti delle loro condizioni fisiche e preoccupate solo della morte della persona che avevano davanti in quel momento.
"Ehi troietta, pensi di riuscire ancora a combattere?" la schernì Roona sorridendo.
"Pensa al tempo per cui riuscirai ancora a rimanere in piedi. Il Sentiero del Rinnegato ti porterà alla morte nei prossimi momenti".
"Anche poco tempo fa dicevi che saresti stata la persona che mi avrebbe ucciso dopo pochi istanti. Mi sembra di poterti ancora prendere a calci!" conclusa la frase, Kailis le sferrò un fendente che andò a lacerarle ancor di più il braccio sinistro, ma questa volta più in profondità. Roona si lasciò scappare un grido, mentre indietreggiava per cercare di non essere ferita ulteriormente. I suoi sensi si offuscarono, vide solo la sua avversaria prendere una boccetta e spaccarla sulla sua lama, per poi attaccarla nuovamente e tagliarla ancora, questa volta però nello stesso punto in cui prima lei stessa aveva ferito la Banshee con il coltello.
Improvvisamente Urien apparve nuovamente alla sua vista, prese di sorpresa la Banshee e la buttò a terra, conficcandole nel frattempo un uncino e strappandole un lembo di carne, tirandolo subito dopo.
"Dobbiamo fuggire, ne arriveranno altri" esordì l'Homunculus.
"Scappate, Oscuri. Tanto la Furia morirà per il veleno con cui l'ho ferita" Roona in quel momento capì la funzione di quella boccetta rotta e seppe di avere un veleno, sicuramente letale, dentro di sé. Urien afferrò la Furia e partì velocemente in ritirata, lasciando dietro di sé la Banshee sanguinante. Roona cercò di rimanere cosciente, ci riuscì per qualche minuto, udì ancora gli echi delle esplosioni, ma alla fine quelli non diventarono altro che flebili suoni, infine neanche quelli.

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