mercoledì 29 gennaio 2014

La Guerra Blackstone: Ganimedus e la prima missione


Ecco a voi quello che vi avevo promesso ieri sulla pagina Facebook, ovvero nuovo BG per la Guerra Blackstone e la prima missione. Oltre alla missione, ci sono le regole per giocare sul pianeta Ganimedus.


Disastro su Ganimedus

L'Impero Tau diventò molto potente con l'inizio della Guerra Blackstone. I Tau strinsero molti accordi commerciali e i mercenari vennero assoldati in massa. Oltre alla comune presenza delle diverse specie Kroot, centinaia di Tarelliani mossero i propri passi al fianco dell'Impero, come anche Gue'vesa, Nicassar, Hrenian e numerose altre razze. In seguito all'espansione nel Golfo di Damocles, l'Impero decise di estendersi ancora, protendendosi verso il pianeta chiamato Ganimedus, un Mondo Assassino noto per le sue forme di vita capaci di uccidere in qualsiasi modo. In tempi passati, l'Umanità venne ridotta allo stato tribale, ma le autorità Imperiali iniziarono a dover affrontare delle rivolte con l'inizio della Guerra. Attualmente nessuno sa per certo chi le abbia causate, ma ci sono stati riferimenti a grandi figure incappucciate e in armatura comparse in vari angoli del globo.
Proprio durante l'arrivo di una flotta Tau su Ganimedus, apparve una Fortezza Blackstone. Gli ufficiali della Casta dell'Aria erano già pronti ad aprire il fuoco, ma alcuni operatori fecero notare degli anomali movimenti effettuati dal titanico costrutto. Né l'Impero Tau né gli Imperiali su Ganimedus ebbero modo di scoprirlo, ma la Fortezza uscì dal controllo psionico di Shan'tu'nefar pochi giorni prima e questo causò il disastro: lo schianto della Fortezza su Ganimedus. Milioni di vite vennero estinte con lo schianto e tonnellate di detriti vennero scagliati a chilometri di distanza. Con l'attenzione degli Imperiali focalizzata sullo schianto, la flotta Tau poté atterrare indisturbata, schierando immediatamente squadre di Esploratori, Droni e Kroot per analizzare il territorio e le condizioni della Blackstone. L'Impero imparò presto cosa volesse dire trovarsi su Ganimedus, iniziando a subire perdite a causa della fauna e flora autoctona. Capirono che non potevano agire come su qualsiasi altro pianeta, imparando a conoscere le piante e gli animali, destreggiandosi meglio e subendo meno perdite, finendo per schierare altre truppe. La Comandante Shadowsun, assegnata alla conquista di Ganimedus, disse che un'ulteriore tentativo di approccio diplomatico con la razza umana sarebbe stato inutile, soprattutto con la guerra in corso, perciò ordinò l'immediato ricorso all'eliminazione del nemico.
L'Imperium non stette con le mani in mano, infatti, contattò il capitolo degli Ultramarine e vari reggimenti di Guardia Imperiale affinché intervenissero. Prima arrivarono gli Ultramarine, guidati dai Capitani Cato Sicarius della II Compagnia e Ardias della III Compagnia, poi i Cataciani, guidati dal Colonnello Straken. Seppur i Cataciani fossero esperti nel combattimento nella giungla, le formazioni di squadre Stealth guidate da Shadowsun, perfezionate da tecniche di guerriglia adattate alla flora di Ganimedus, si dimostrarono un tormento per le truppe Imperiali, finché i due imperi non rimasero gli unici a contendersi il dominio del pianeta e della Blackstone. Inaspettatamente, fecero la loro comparsa persino i Saruthi, una razza il cui ultimo avvistamento risaliva agli ultimi anni del III secolo del M41 da parte dell'Inquisitore Gregor Eisenhorn. I capi Saruthi scoprirono la presenza di chiavi di controllo sparse durante l'impatto che avrebbero permesso la riattivazione della Fortezza, la quale sembrava aver riportato pochissimi danni. Grazie a delle operazioni d'infiltrazione, presto tutte le alte cariche vennero a conoscenza delle chiavi di controllo, mettendosi subito in marcia per recuperarle.

"Trovare quelle chiavi di controllo non è solo togliere agli Xenos la possibilità di possederle. Trovare quelle chiavi ci permetterà di far riacquistare poter alla nostra flotta, liberare questo pianeta dagli invasori e capovolgere le sorti della Guerra Blackstone nell'intero Settore. Il destino di una parte della galassia risiede in delle fottute chiavi".
-Colonello "Mano di Ferro" Straken



Missione ambientata su Ganimedus: Fuori controllo

Questa missione segue le regole di Reliquia, la missione n.6 presente nel Regolamento di Warhammer 40.000, ma possiede le seguenti regole aggiuntive:

Schianto: La Fortezza ha scagliato tonnellate di metallo e rocce nel cielo, provocando la creazione di enormi crateri e lo spargimento di macerie. La terra ora sembra un antico terreno di guerra segnato dal fuoco d'artiglieria.

Il campo di battaglia deve avere almeno due crateri. Se non hai crateri da posizionare, utilizza degli elementi scenici che rappresentino le macerie formatesi a causa dello schianto della Fortezza sul pianeta.

Codice di difesa 634: Le difese di Ganimedus sono impazzite in seguito allo schianto e ora attaccano ogni forma di vita rilevata dai sensori. Conquistare un edificio sarà di certo più complicato.

Qualsiasi edificio non occupato che possegga delle postazioni d'arma, spara ad ogni unità entro 6". Le postazioni d'arma sparano in ogni turno e ad AB2. Se un'unità occupa l'edificio, i sensori dell'edificio lo rilevano e disattivano le difese. Finché l'unità resta nell'edificio, le postazioni d'arma non spareranno alle unità entro 6" e dovranno essere azionate manualmente.



Ambientazione 1: Ganimedus
Regole Speciali per giocare su Ganimedus:

Foreste assassine: Allontanati dalle masse di vegetazione. Alcuni alberi potrebbero sembrarti l'ideale riparo contro qualche bestia autoctona, ma persino gli alberi stessi cercheranno di tagliarti la gola.

Ogni campo di gioco che rappresenti una battaglia su Ganimedus deve possedere un Bosco. Ogni Bosco sul campo viene considerato, ai fini delle regole, una Foresta Carnivora.

Pozze velenose: i veleni sono comunissimi su Ganimedus. Per un abitante di questo pianeta, non saper preparare e utilizzare veleni è come non saper montare e utilizzare un fucile laser su Cadia. Anche la natura la pensa allo stesso modo, perciò le pozze velenose sono molto diffuse.

Non fidarti della copertura: Se pensi che la copertura sia la tua migliore amica come in molti altri mondi, ti sbagli di grosso. Su Ganimedus, anche stare in copertura per troppo tempo può arrecarti un danno.

Alla fine di ogni tuo turno, tira un D6 per ogni unità che abbia un Tiro Copertura grazie a un elemento scenico sul campo di gioco che non sia una Fortificazione presa con la lista dell'esercito o una Foresta Carnivora. Al 5+, l'unità subisce due colpi a Fo4 VP6.

Espansione naturale: No, neanche la copertura che ti sei portato da casa è sicura al 100%.


Alla fine di ogni tuo turno, tira un D6 per ogni Fortificazione che possiedi. Al 5+, le forme di vita di Ganimedus si sono espanse sull'intruso tecnologico e la Fortificazione in questione non è più esclusa dalla regola "Non fidarti della copertura".

1 commento:

  1. Mi ricorda una partita Ultramarines contro Tau che ho giocato: c'erano solo giungle e manufatti archeotech... Alla fine ha vinto la natura più che noi

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