lunedì 2 febbraio 2015

The Last Detail: primo incontro con i Cacciatori Oscuri


Forse non lo sapete, ma il 5 Febbraio uscirà un nuovo romanzo chiamato Umbra Sumus, ovvero il primo vero e proprio romanzo con il Capitolo dei Cacciatori Oscuri come protagonista. Questo Capitolo mi ha incuriosito e ho cercato ulteriore materiale su di loro, perciò ho scoperto l'esistenza del racconto The Last Detail, scoprendo un dettaglio molto importante: il libro che contiene questo racconto è nella mia libreria e io non l'ho mai saputo.
Ma perché dedicare un intero articolo ad un semplice racconto breve? Ne leggo molti altri, ma questo mi ha stupito particolarmente.
Paul Kearney è un autore affermato nel genere Fantasy (non di Warhammer), ma è relativamente nuovo come autore di Warhammer 40.000. Ciononostante, è riuscito a creare una storia molto bella in neanche cinquanta pagine.
Veniamo immediatamente catapultati su un pianeta appena devastato dalla guerra, su cui gli Space Marine hanno affrontato la loro controparte caotica. Incontriamo i primi due protagonisti, ossia un padre con il proprio figlio di circa dieci anni (non sembra averne di più). Il figlio è ingenuo e si lamenta della distruzione causata dagli Astartes, ma il padre gli spiega come loro li abbiano salvati.
Fin qui è tutto regolare. Pianeta devastato, qualcuno che si lamenta e un altro personaggio che mostra il motivo superiore delle azioni degli Astartes, quindi non c'è molto di cui stupirsi.
Successivamente, arriviamo all'evento che scatena l'inizio di tutta la vicenda, descritto anche nella descrizione di questo racconto. I due trovano un superstite Astartes dei Cacciatori Oscuri. I due umani rimangono stupiti della stazza dell'Astartes (ancora tutto regolare), ma ecco che arriva la scintilla: l'Astartes è fragile. L'Astartes non è uno dei soliti superuomini cazzuti che dopo tre nanosecondi è guarito da tutte le ferite grazie ai suoi organi aggiuntivi e ora è pronto ad aprire ani a tutti, ma è più umano e ha bisogno d'aiuto. E' stato infettato da una qualche sorta di veleno o arma batteriologica, quindi, per quanto i suoi organi aggiuntivi possano aiutarlo, non può sopravvivere ancora per molto tempo e delle normali cure non basterebbero. I due uomini non hanno più nulla, quindi sono costretti ad attraversare le strade devastate per arrivare ad un edificio in cui sia possibile comunicare con il Capitolo dei Cacciatori Oscuri, in modo che tornino a prenderlo.
Si presenta comunque uno dei problemi più classici della narrazione: "Non siamo soli".
Classico non vuol dire obbligatoriamente brutto, ma Kearney gestisce questo fatto in modo piuttosto singolare. Anche in altri racconti si presenta la stessa situazione, ma abbiamo Astartes che sono appena usciti da qualche zona sicura e hanno tutto l'equipaggiamento necessario per abbattere qualsiasi resistenza. Qui no, qui abbiamo dei personaggi in condizioni tragiche, costretti a prendere munizioni e granate dai cadaveri e cercare rifugio dietro qualche porta davanti alla quale sono stati ammassati un po' di mobili.... in sostanza, qui si cerca di sopravvivere, anche se sei un Astartes e i tuoi nemici sono dei Cultisti del Caos che stanno cercando di attuare qualche folle rituale.
La ricerca di un mezzo di comunicazione va avanti e alla fine ne trovano, seppur arcaico e senza possibilità di alimentarlo, ma il bambino si ricorda della propria torcia ed ecco che l'ingegno vince sulla forza bruta. L'Astartes riesce a diffondere un messaggio, ma Kearney ammazza la nostra felicità uccidendo il povero padre davanti al proprio figlio, persino descrivendoci il cadavere appena esploso. La fantastica "porta davanti alla quale sono stati ammassati un po' di mobili" sta iniziando a cedere, perciò l'Astartes sfonda un vetro, prende un insieme di cavi, se lo lega al braccio e dice al bambino di calarsi al di fuori dell'edificio per fuggire, mentre lui si sarebbe sacrificato. Fin ora non è stato detto il nome dell'Astartes, quindi, grazie a questo lampo di genio, possiamo automaticamente battezzarlo MacGyver. Il bambino fugge, la fantastica porta viene sfondata e il nostro MacGyver viene sorpreso dalla presenza di altri Astartes caotici appartenenti alla banda da guerra dei Punitori. Macgyver viene ucciso e questa parte di racconto finisce.
Ci troviamo sulla flotta dei Cacciatori Oscuri, dove viene ricevuto il messaggio trasmesso. I Cacciatori Oscuri ne riconoscono l'autenticità perché recita a ripetizione il loro grido di battaglia "Umbra Sumus", due parole che un Punitore non riuscirebbe mai a pronunciare talmente gli fanno ribrezzo, anche se dovessero usarle per ingannare i propri nemici. Guardando la lista dei dispersi, scopriamo che il nome dell'Astartes superstite è Pieter (mi dispiace, alla fine niente MacGyver), perciò la flotta si mette in marcia per recuperare il proprio compagno ed eliminare una volta per tutte i Punitori da quel pianeta.
Passano tre mesi e il bambino, sebbene sia passato poco tempo, è maturato a causa delle esperienze vissute ed è riuscito a radunare un gruppo di superstiti con cui affrontare i Cultisti, ancora impegnati con il rituale. Nel frattempo, il bambino sa che tra poco i Cacciatori Oscuri arriveranno. Viene dato il segnale e l'attacco viene sferrato, iniziando il combattimento tra Cultisti e superstiti.
Alla fine i Cacciatori Oscuri arrivano con la loro flotta e intervengono in battaglia. Non ci è dato sapere la fine di questi eventi, ma questo è bastato.

Perché questo racconto è molto bello? Perché non segue la struttura basilare di un racconto.
-situazione iniziale: va tutto bene.
-succede qualcosa di inaspettato.
-i protagonisti interagiscono con questo qualcosa, ma senza grossi colpi di scena.
-grande combattimento.
-tutto torna alla normalità, c'è stato qualche morto e si finisce con una frase filosofica.

Qui non succede così. Qui è già andato tutto a puttane, l'inaspettato è una diretta conseguenza della situazione iniziale e non appare dal nulla, inoltre ci fa vedere la vicenda da un lato più umano e fragile, non da quella grossa e invincibile dell'Astartes scintillante. Inoltre, non c'è un unico grande combattimento, ma tutto il racconto è una totale lotta per la sopravvivenza in cerca di un possibile aiuto.
Questo racconto mi è piaciuto molto, penso l'abbiate capito, e ho già letto l'anteprima gratuita del romanzo Umbra Sumus, ma prima di continuarlo, ho intenzione di leggere The Blind King, un altro racconto breve sui Cacciatori Oscuri, sempre scritto da Paul Kearney.

Spero che questo (folle) riassunto/recensione vi sia piaciuto.
Il prossimo sarà su The Masque of Vyle, un fantastico romanzo breve sugli Arlecchini che ho finito di leggere ieri sera.

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