venerdì 29 aprile 2016

The Beast Arises: recensione romanzi 01 - 04 (NO SPOILER)


Buongiorno, gente. Nel caso non l'aveste notato, il mese di dicembre 2015 ha visto l'inizio di The Beast Arises, una serie di dodici romanzi scritti da più autori e a cadenza mensile. E' uscito da poco il quinto romanzo ed è una serie che sto apprezzando tantissimo, perciò ho deciso di fare una recensione "di quattro in quattro". Ciò vuol dire che questa recensione tratterà i romanzi da I Am Slaughter a The Last Wall.
Iniziamo.

Innanzitutto, di cosa parla?
La serie The Beast Arises è ambientata tra due precisi eventi di Warhammer 40.000, presenti nella cronologia fin dall'uscita del regolamento di 6a edizione.
Il primo evento avviene nel 544.M32 ed è sostanzialmente la trama di questa serie: l'Imperium viene attaccato da un Waaagh! gigantesca capeggiata dal kapoguerra conosciuto solo come La Bestia, portando ad un'invasione di pelleverde ancor più temibile di quella di Ullanor. Questo è l'evento in breve, ma più avanti lo spiegheremo meglio.
Il secondo evento avviene nel 546.M32 e si chiama La Decapitazione: il Gran Maestro dell'Officio Assassinorum assassina i Sommi Signori della Terra, le autorità imperiali gli danno la caccia e alla fine muore per mano di un singolo astartes.
Questo è un evento che verrà trattato nell'ultimo romanzo della serie ed è un evento che sarebbe meglio conoscere prima di leggere questi romanzi. Pensate a The Horus Heresy: anche qui sappiamo come finirà e saperlo, sebbene possa sembrare contraddittorio, aiuta il lettore a capire certi riferimenti.
In realtà questo evento della cronologia ci mostra solo che fine fa uno tra le decine di personaggi di questa serie, ma The Beast Arises dà per scontato che voi lo sappiate e per questo motivo ci sono riferimenti che non cogliereste se non ne foste al corrente. D'altronde non cita i nomi dei Signori della Terra uccisi e neanche il numero. Sono tutti quelli che compaiono all'inizio della serie o qualcuno muore già prima? Chi lo sa...

Ora passiamo ad un approfondimento della trama.
Siamo nel 544.M32, sono passati poco più di 1500 anni dall'Eresia di Horus, è già avvenuta la Prima Crociata Nera ed è da alcuni secoli che l'Imperium sembra aver raggiunto uno stato pressoché pacifico e con minacce non particolarmente pericolose, ma la situazione cambia presto. In I Am Slaughter, Dan Abnett ci butta subito in faccia tutto il carisma di personaggi come 'Slaughter' Koorland (Secondo Capitano della Compagnia del Muro Daylight dei Magli Imperiali), Drakan Vangorich (Gran Maestro dell'Officio Assassinorum) e l'Inquisitrice Wienand (Rappresentante Inquisitoriale).
The Beast Arises tira fuori subito una marea di personaggi, neanche stessimo leggendo il Silmarillion, ma lo fa bene e te li presenta tutti, anche se alcuni mantengono un ruolo molto marginale fino ad un determinato punto della serie.
Per la prima volta vediamo una formazione completa dei Sommi Signori della Terra e non solo qualche nome. Anche se alcuni sono ancora rimasti piuttosto marginali (e forse lo rimarranno), tutti hanno un carattere ben delineato e quelli più importanti diventano personaggi a cui ci si affeziona facilmente.
Dove The Horus Heresy ci mostrava la caduta dell'Imperium da un piedistallo di gloria, innovazione e luce fino ad un baratro di buio e devastazione, The Beast Arises ci mostra un Imperium ignorante, superstizioso e in cui pochi riescono ad uscire da alcuni canoni dell'Imperium caduto, un Imperium in cui persino l'orko è in grado di risultare l'individuo civilizzato. I Am Slaughter ci mostra una rovina delle illusioni di pace create sopra un tela di corruzione ed intrighi politici, mentre da Predator Prey in poi vediamo l'avanzare della guerra, tra lotte disperate su diversi pianeti e affari politici sulla Terra. A proposito di quest'ultima, The Beast Arises descrive il Palazzo Imperiale più di quanto sia stato fatto finora in The Horus Heresy. Durante gli eventi della Grande Crociata e dell'Eresia abbiamo visto alcune scene ambientate nel Palazzo Imperiale grazie a Malcador, Rogal Dorn, Garviel Loken e altri personaggi, ma sono sempre stati momenti fuori dal centro dell'attenzione, mentre in questa serie il Palazzo Imperiale è un punto importantissimo. Vengono esplorati anche altri posti della Terra, tipo la Fortezza Inquisitoriale nella regione antartica, ma qui il Palazzo Imperiale funge da vero e proprio punto dove si svolge l'azione, tra Sommi Signori che portano avanti i propri piani cercando di sventare quelli degli altri, alleanze strette e spezzate, tentativi di assassinio e decisioni difficili. Proseguendo con The Emperor Expects e The Last Wall, il Palazzo Imperiale assume un ruolo sempre più importante, fino a diventare un luogo di cui aspetterete con ansia il prossimo capitolo (in questa serie, raramente troviamo un capitolo ambientato nello stesso luogo di quello precedente).
Nel frattempo, non vengono assolutamente trascurati altri luoghi in cui si svolge la vicenda. Da Predator Prey in poi iniziamo a scoprire le idee dell'Adeptus Mechanicus riguardo a questo conflitto e in tutti i libri viene continuata la storia di Koorland, un Maglio Imperiale coinvolto in un'enorme disgrazia che decide di prendere le redini della situazione, dandoci l'occasione di conoscere altri figli di Dorn molto interessanti, come Maximus Thane dei Fists Exemplar, il Castellano Bohemond dei Templari Neri e i Maestri Capitolari dei Carnefici e dei Magli Scarlatti. Anche se questo riguarda il quinto romanzo (Throneworld), il vostro eventuale interesse per i figli di Dorn potrebbe essere ampiamente stuzzicato da una chicca riguardante i Bevitori di Anime. Se avete letto la loro trilogia, allora saprete sicuramente di quale questione sto parlando.
Cosa possiamo dire, invece, dei personaggi? Ho già detto qualcosa su alcuni di loro, ma parliamone meglio. Innanzitutto, The Beast Arises non vi presenterà personaggi stereotipati. I Codex di Warhammer 40.000 offrono una base della fazione trattata, ma poi ogni individuo è diverso e non è un personaggio fatto con lo stampino del Codex. A volte capita che il temibile stampino entri in azione, donandoci alcuni romanzi in cui i personaggi compiono azioni che ti aspetti fin dall'inizio e che dicono quasi sempre le solite frasi proprio perché troppo basati sul Codex e poco sull'individualità della persona. The Beast Arises, sebbene sia una serie a cui hanno partecipato numerosi autori, riesce a stupire per la sua mancanza di personaggi come quelli sopra descritti. Ognuno ha il proprio carattere e autori diversi riescono a mantenerlo costante senza stravolgerlo di romanzo in romanzo.
Per ora abbiamo ancora visto pochissimo per quanto riguarda gli orki. Li abbiamo visti come nemici, ma poco al centro della scena. Il momento in cui questa cosa cambia è alla fine di The Last Wall, dove un orko accompagnato da due suoi simili ci regala quello che attualmente ritengo il miglior momento della serie.

Per ora la valutazione è del tutto positiva, sto amando The Beast Arises. Spero vivamente di avervi suscitato un certo interesse con questo articolo, così da avere ancora più persone con cui discutere di questi libri. Attualmente la serie è giunta fino a Throneworld e la seconda recensione arriverà dopo l'uscita dell'ottavo romanzo, intitolato The Beast Must Die.

3 commenti:

  1. Ma all'epoca in cui si svolge Best ci sono ancora dei primarchi in vita? Lemon Russ? Dorn? Guilliman? Il Khan? Sono già tutti morti o spariti? Credo che almeno uno debba essere ancora vivo... quasi certamente non Guilliman né Dorn, o sarebbero tra i Signori...

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  2. Ma all'epoca in cui si svolge Best ci sono ancora dei primarchi in vita? Lemon Russ? Dorn? Guilliman? Il Khan? Sono già tutti morti o spariti? Credo che almeno uno debba essere ancora vivo... quasi certamente non Guilliman né Dorn, o sarebbero tra i Signori...

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    Risposte
    1. In quel momento tutti i primarchi lealisti sono morti o se ne sono andati.
      A quanto pare, nel settimo romanzo dovremmo rivedere Vulkan.

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