domenica 20 aprile 2014

Background: Jaghatai Khan prima dell'arrivo dell'Imperatore


Il secondo articolo sui Primarchi prima dell'arrivo dell'Imperatore è dedicato a Jaghatai Khan, il Primarca della V Legione, ossia le Furie Bianche. Essendo comparso solo in Scars e in Brotherhood of Storm, non si sa molto su questo Primarca, ma sembra che Black Library stia iniziando a dargli un po' di importanza grazie ai conflitti scaturiti durante e dopo gli eventi di Scars.


V - Jaghatai Khan

Jaghatai Khan atterrò su un pianeta nel Segmentum Pacificus, chiamato dall'Imperium Mundus Planus, ma Chogoris dalla popolazione natia. Era un mondo molto fertile, con grandi pianure verdi, alte montagne bianche e oceani blu. Al tempo della Grande Crociata, la popolazione di Chogoris aveva sviluppato la polvere da sparo. Un censimento mostrò che l'impero dominante era quello di un'aristocrazia ben organizzata, la quale aveva conquistato la maggior parte del pianeta con eserciti ben equipaggiati e disciplinati, mantenendo cavalieri corazzati e robusti blocchi di fanteria. Il loro leader era il Palatino, che vinse tutte le sue battaglie con la sua possente armata.
Ad ovest dell'impero del Palatino c'era il "Quartiere Vuoto", un'arida prateria con piccole risorse, motivo per cui non fu mai invaso. Era la casa di tribù nomadi composte da cavalieri violenti che combattevano tra di loro per il controllo di lande ancestrali. A volte, il Palatino conduceva delle forze inviate a catturare schiavi o anche solo per cacciare i cavalieri per divertimento. L'eredità di Khan iniziò qui.
Fu trovato da Ong Khan, capo di una piccola tribù, che vide il Primarca come un dono dagli dei. Si dice che avesse il fuoco negli occhi, il segno di un grande guerriero. Egli era odiato dalle altre tribù a causa della sua abilità di vedere oltre la costante guerra nelle steppe.
Si dice che il momento più influente di tutta la sua vita fu l'uccisione di suo padre da parte della tribù rivale Kurayed. Khan, anche se un giovane bambino, era il miglior guerriero della tribù e condusse le sue truppe per vendicare la morte del padre. Raggiunsero la tribù Kurayed e la rasero al suolo. Uccisero ogni uomo, donna e bambino in un impeto di morte. Khan prese la testa del leader della tribù nemica e la montò nella sua tenda. Questo fu ciò che lo formò come un fiero guerriero d'onore, lealtà e fermezza. Da quel momento giurò di finire le battaglie, unire ogni persona delle steppe e fermare i combattimenti fratello contro fratello.
Combatté centinaia di battaglie contro altre tribù e vinse ogni volta. Ogni tribù sconfitta veniva assorbita nel Talaskar, inoltre creò un mandato di servizio militare in cui in membri delle tribù si dividevano e si mischiavano con altre per poter rimuovere le differenze tribali. I suoi guerrieri erano fieri e leali verso di lui e promosse i ranghi basati su merito e abilità.
Dieci estati dopo, come la tribù si mosse per raggiungere le sistemazioni invernali, il Primarca stava viaggiando su un lato di una montagna con un gruppo dei suoi seguaci. Una valanga li spinse giù dalla montagna e ogni uomo normale morì. Jaghatai sopravvisse, ma non riuscì a tornare sulla montagna in tempo prima che la tribù si muovesse. Khan fu catturato da una delle bande da caccia del Palatino. Tutto ciò che ritornò di quella banda fu un guerriero mutilato con in mano la testa del figlio del Palatino (che aveva accompagnato la banda da caccia) e un biglietto in cui Jaghatai diceva che i popoli delle steppe non erano più i suoi giocattoli.
Quando scomparse la neve, un Palatino infuriato riunì un'enorme armata, determinato ad andare nelle steppe e cancellare le tribù dalla faccia del pianeta. Aveva però sottovalutato l'abilità delle tribù e specialmente di Khan e marciò con il suo esercito di guerrieri pesantemente corazzati. Questo provò la sua caduta, non riuscendo a catturare i guerrieri meno corazzati. La costante pioggia di frecce dagli uomini delle tribù prese il suo pedaggio nei solidi ranghi dei guerrieri del Palatino. Alla fine, le tribù sconfissero i guerrieri del Palatino, il quale si rifugiò nella sua capitale con una piccola guardia del corpo selezionata. Il resto della sua armata fu trucidata, fino all'ultimo uomo. Dopo la battaglia, gli anziani delle tribù si riunirono e annunciarono che Jaghatai Khan era adesso il Grande Khan di quell'intera terra.
Khan iniziò il lungo processo di conquista del resto del pianeta. Egli dava due scelte alle città: arrendersi o essere cancellate. La maggior parte si arrese, ma molte furono distrutte. Infine arrivarono al palazzo del Palatino, dove Jaghatai pretese la testa del Palatino impalato su una picca. La sua richiesta fu obbligata e Khan abbellì la sua tenda con il suo nuovo trofeo.
In vent'anni conquistò il più grande impero della storia di Chogoris. In quel momento però ci fu il problema di governare l'impero, cosa che non aveva originariamente voluto. Le sue persone non avevano intenzione di governare queste nuove terre, solo di tornare a vivere nei vecchi modi. Le persone si dispersero e tornarono ad una vita tribale e Khan comandava su di loro con i generali dalla sua parte.
Sei mesi dopo, l'Imperatore arrivò e Khan seppe in un solo momento che quell'uomo poteva avverare il suo sogno di riunire tutte le stelle tra di loro in un solo forte impero. Di fronte a tutti i suoi generali, si mise su un ginocchio e impegnò il suo servizio all'Imperatore. Gli fu affidato il comando della Quinta Legione, le Furie Bianche.
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