mercoledì 11 maggio 2016

Momenti BG 17: The Lost King


Cos’è Legacy of Russ?
Legacy of Russ è il nuovo romanzo a puntate di Robbie MacNiven, il quale fungerà da sequel di Curse of the Wulfen. Il romanzo è stato diviso in otto puntate, la prima può essere scaricata gratuitamente e ad ottobre finirà, comportando l’uscita del romanzo completo in formato cartaceo e della seconda parte della campagna War Zone Fenris.
Iniziamo con The Lost King, la prima parte.

The Lost King apre il nuovo romanzo mostrandoci la vicenda da molti punti di vista differenti, riprendendo le varie sottotrame della campagna Curse of the Wulfen e alcune dell’omonimo romanzo.
“Logan Grimnar è morto!” o almeno questo è ciò che dicono i demoni su Svellgard, sebbene Sven Bloodhowl sostenga che siano tutte menzogne. D’altronde è difficile fidarsi delle parole dei demoni. Sven è ancora su Svellgard e controlla lo status dei sopravvissuti, assistendo alla furia della sua Grande Compagnia mentre elimina gli ultimi demoni dalla fortezza Tana del Lupo del Mondo. All’esterno, i demoni si stanno nuovamente ammassando e sembra che stiano cercando di provocare i Lupi in modo da dividere ulteriormente le loro forze, ma Sven decide di richiamare tutti i branchi sparsi e ordina l’invio di due Thunderhawk (Godspear e Wolfdawn) dalla flotta.
Nel frattempo, non arrivano ancora nuove notizie dagli altri campi di battaglia.

“Logan Grimnar è morto.” Anche su Midgardia, a sette miglia dai Cancelli Magma, i demoni annunciano la presunta morte del Grande Lupo, ma qui troviamo personaggi al corrente della situazione. La giungla di Midgardia è in mano a Nurgle, il terreno è marcio e fetido, l’aria è tossica e sta lentamente corrodendo le armature potenziate degli astartes. Grimnar è scomparso ed Egil Ironwolf prova ancora a contattarlo, ma Conran Wulfhide, il leader della sua Guardia di Ferro, cerca di convincerlo ad andarsene a causa della tossicità dell’ambiente circostante. Ciononostante, finora Egil non ha lasciato i suoi Lupi in balia della giungla, poiché precedentemente ha ordinato a tutti i branchi di rifugiarsi all’interno dei corazzati.
Dopo aver fallito ancora una volta un tentativo di contatto, Egil decide di tornare insieme alla sua Guardia di Ferro all’interno del Land Raider Crusader Pugno di Ferro. Attivando i cogitator all’interno, Egil riesce a vedere la situazione delle quattro Lance di Russ in cui è stata divisa la sua Grande Compagnia e del resto delle difese. Ormai i gruppi di corazzati risultano fermi e costantemente circondati da icone nemiche, mentre le forze di difesa midgardiane soffrono ancor di più a causa della loro fisiologia più debole rispetto a quella di un astartes.
Capendo di non poter proseguire in questo modo, Egil contatta tutte le quattro Lance, ordinando loro la ritirata verso i Cancelli Magma, assicurando un successivo ritorno in orbita. La situazione è insostenibile, i nemici sembrano riuscire a sfruttare i tunnel sotterranei per apparire in mezzo alle linee dei Lupi Siderali e il proseguimento dell’attacco comporterebbe solo la distruzione dell’intera Grande Compagnia. Egil decide di dare temporaneamente il comando a Conran, per poi prendere con sé le rimanenti Guardie di Ferro in modo da cercare Grimnar. Tra dubbi e auguri nelle comunicazioni vox, Conran vorrebbe esprimere il suo disappunto, ma Egil lo rassicura. Questa è l’unica opzione possibile; una colonna di corazzati non è adatta a questa missione, ma non può neanche decidere di abbandonare così il Grande Lupo. Così Egil parte verso sud-ovest.

Dopo la battaglia per la riconquista della Fortezza di Morkai contro la Legione Alfa, Canis Wolfborn osserva i cadaveri dei suoi compagni, notando quello decapitato di Snorri Redtooth, uno dei Cacciatori Grigi del branco di Erenn Frostwolf. Canis nota anche la presenza di cadaveri di Legionari Alfa, sebbene le morti dei Lupi risultino più fresche, perciò segna sul suo localizzatore la posizione di Snorri e prosegue, seguito dal suo Lupo del Tuono Fangir, stanco tanto quanto il suo cavaliere.
Canis segue una pista, sente la presenza di qualcosa che non dovrebbe essere lì.
Aprendo le porte alla fine del corridoio in cui si trova, Canis trova il cadavere di Erenn, il cui petto è stato aperto da un colpo incredibilmente potente. Attorno a lui sono presenti i cadaveri sanguinolenti di molti cultisti. Vedendo una porta a sinistra e una a destra, Canis si affida al suo olfatto e prosegue verso destra, scendendo verso l’oscurità di una scala. Una volta giunti alla fine, Canis sente un rumore. Fangir comincia a ringhiare, Canis apre una comunicazione vox per avvertire Harald e i demoni iniziano ad uscire dalle ombre urlando.

Krom è in ginocchio, ma l’imminente invasione demoniaca sulla luna Valdrmani è stata fermata. Il Capitano Stern aiuta Krom a rialzarsi, mentre i Cavalieri Grigi e i Lupi Siderali sopravvissuti fanno lo stesso tra loro. Krom capisce di non poter lasciare la Zanna indifesa ancora per molto, ma spiega a Stern il motivo per cui è venuto, raccontandogli l’incontro con Bjorn.
Improvvisamente giunge una comunicazione da parte di Winterbite, la nave ammiraglia di Krom. Alborn Fogel, l’huscarl vox della Zanna, vuole parlargli. Krom apre la trasmissione con Fogel e viene avvertito dell’arrivo imminente di una grossa flotta all’interno del sistema. Viene riportata l’identificazione di navi da battaglia e Incrociatori d’Attacco appartenenti a Ultramarine, Mani di Ferro, Marines Malevolent, Grifoni del Destino e Cacciatori d’Ombra, oltre a navi ammiraglie della 32° sotto-flotta Obscurus della Marina Imperiale, trasportatori di Cavalieri della Casata Mortan e trasportatori di massa dell’Astra Militarum. Il tutto guidato dalla Roccia degli Angeli Oscuri, giunta nel sistema venti minuti prima.
Krom ordina una comunicazione con gli Angeli Oscuri, ma Fogel dice di averci già provato senza successo. Il Capitolo rifiuta ogni comunicazione e anche le navi attorno a Midgardia, Svellgard e Frostheim riportano gli stessi risultati.
Krom riporta la situazione a Stern, poi ordina a Fogel di attivare tutti gli scudi e le batterie di difesa primarie, dicendo di inoltrare il messaggio a tutta la flotta. Stern vorrebbe raggiungere la Roccia per parlare con gli Angeli Oscuri, ma la sua nave è stata distrutta e l’unica opzione è usare la Winterbite di Krom per tornare alla Zanna e infine prendere da lì un’altra nave. Krom spera che Stern raggiunga Azrael in tempo perché
“che il Padre di Tutti lo protegga se lancia anche solo una testata contro qualsiasi parte di questo sistema.”

Sul trono posizionato all’interno del ponte di comando primario della Roccia siede Azrael, intento a sorvegliare il ponte con viso inespressivo. Azrael osserva gli schermi che gli mostrano il sistema Fenris e pensa all’esercito che ha portato con sé. Contingenti provenienti da quattordici Capitoli, due sotto-flotte della Marina, tre Gruppi dell’Astra Militarum e alcuni Titani della Legio Dominatus. Oltre ai Capitoli citati prima, Azrael osserva i Grifoni Urlanti, i Consoli Rossi e i Guardiani del Patto. È in corso un briefing sullo stato del sistema, gestito dal Cappellano Interrogatore Elezar e durante il quale intervengono Terrek (Capitano del Clan Haarmek delle Mani di Ferro), Vorr (Capitano dei Marines Malevolent), Bohemund (Capitano della 4° Compagnia dei Grifoni del Destino) ed Epathus (Capitano della 6° Compagnia degli Ultramarine). Si parla della situazione delle giungle di Midgardia, dell’evacuazione della Grande Compagnia di Egil Ironwolf, della distruzione di una nave della Terza Confraternita dei Cavalieri Grigi in orbita su Valdrmani, della mancanza di informazioni riguardo al fato di Grimnar e Stern e delle battaglie avvenute su Frostheim e su Svellgard.
Elezar nomina la perdita di contatti con le due fortezze stellari classe Ramilies chiamate Gormenjarl e Mjalnar, quando il siniscalco vox Mendaxis contatta Azrael per notificargli l’arrivo nel sistema di una nave appartenente al Lord Inquisitore Banist de Mornay e di un suo tentativo di contatto con Azrael.
Il Gran Maestro Supremo accetta la richiesta e su un piccolo schermo, incorporato nel trono, inizia a vedere il volto dell’Inquisitore de Mornay. Quest’ultimo cerca di provocare Azrael e riporta anche lui la mancanza di contatti con i Lupi Siderali. Dopo una breve conversazione, Azrael decide di vedere personalmente de Mornay sul ponte della nave, motivo per cui Elezar termina velocemente il briefing e congeda i vari Capitani.
Banist de Mornay arriva sul ponte e Azrael chiede il motivo della sua presenza nel sistema. Sebbene non risponda subito in maniera diretta, de Mornay fa notare la presenza di elementi ancora leali all’Imperatore sulla superficie di Midgardia, il pianeta che Azrael vorrebbe incenerire. Non si preoccupa neanche tanto degli elementi civili, ma dell’intera Grande Compagnia dell’Adeptus Astartes. Successivamente l’argomento si sposta sugli Angeli Oscuri e la loro presenza in massa su Nurades. De Mornay è stupito dalla mole di soldati inviati su Nurades per un’invasione demoniaca annientata giorni prima. Azrael cerca di difendersi, ma l’Inquisitore resta molto scettico e dice di sentire il fetore del Warp. Azrael si spazientisce e caccia de Mornay dalla nave.
Una volta terminato l’incontro, Mendaxis torna con nuove informazioni. Secondo il siniscalco vox, Logan Grimnar è morto.

Torniamo da Egil Ironwolf, il quale ha appena raggiunto il punto in cui deve prendere la sua Guardia di Ferro e lasciare che Conran torni indietro e guidi l’evacuazione, promettendo di rivederlo a bordo della Wolftide. Mentre il Land Raider Crusader svuota i suoi caricatori su masse di Untori, Egil e la Guardia di Ferro entrano in una miniera. Con ancora il fato di Grimnar sconosciuto, Egil inizia a scendere nel sottomondo.

Il Mutaforma è sulla Roccia e finora ha indossato le sembianze di Mendaxis. Per un breve momento, l’arrivo dell’Inquisitore aveva suscitato nel demone la sensazione più simile alla paura, sostituita poco dopo dal brivido della fuga. Continuare ad occuparsi delle trasmissioni vox lo sta annoiando e per un attimo pensa di seguire l’Inquisitore all’interno della sua nave solo per ucciderlo, ma in un momento capisce che questo non contribuirebbe alla sua missione. Il Mutaforma osserva Elezar conversare con Azrael, per poi vederlo dirigersi verso la propria cella privata. Il Mutaforma lo segue e nessuno sembra notare il corpo di Mendaxis che cammina levitando ad un paio di centimetri da terra. Elezar raggiunge la sua cella, il Mutaforma dietro di lui. Ora quest’ultimo deve solo decidere con quale corpo salutare il giovane Cappellano Interrogatore.

Il primo racconto termina con una scena ambientata nel Warp e un personaggio a noi sconosciuto che riflette.
Lo avrebbero accolto come il loro maestro. Il Signore Bestia. Il Cuore del Lupo. Il Re Selvaggio. C’era qualcosa dentro di loro, un fuoco a cui anche i più vecchi avevano ceduto. Ognuno di loro diceva la stessa cosa. Il Tempo del Lupo sta arrivando. Si sarebbe unito a loro?
Quello non era il suo metodo. C’era ferocia, ma fredda, calcolata, lasciata libera solo al momento giusto. La loro attuale ferocia era senza controllo.
Erano in ritardo. Il Warp stava attuando i suoi soliti inganni e il loro viaggio verso Fenris sembrava durare da una vita. Le altre Grandi Compagnie erano già lì a combattere, già a scrivere le proprie saghe su Midgardia, Svellgard e Frostheim.
Presto sarebbero arrivati a casa, come bestie o come uomini. C’era solo una certezza. L’avrebbe fatta pagare a tutti quelli che avevano osato profanare Fenris.

(Serie di Legacy of Russ interrotta perché già riassunta all'interno di Wrath of Magnus)

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