lunedì 19 dicembre 2016

Momento Review: The Master of Mankind

ENGLISH VERSION BELOW

Rieccoci con Momento Review, questa volta con il primo libro acquistato grazie ai sostenitori del Patreon. Vi ringrazio molto per il supporto, ragazzi.
Innanzitutto cos'è The Master of Mankind? E' il nuovo romanzo di Aaron Dembski-Bowden, un libro che ho aspettato per più di un anno, che ho divorato in una settimana esatta e che avrei finito ancor prima se non avessi avuto altri impegni. Ma andiamo con ordine.
The Master of Mankind, 41° romanzo di The Horus Heresy, ci porta ad approfondire la Guerra nella Rete, una parte di Eresia estremamente importante, ma di cui abbiamo sempre avuto pochi dettagli. Magnus il Rosso è apparso nel laboratorio sotterraneo dell'Imperatore per avvertirlo del tradimento di Horus, ma nel farlo ha distrutto le difese psioniche del Palazzo Imperiale distruggendo il progetto segreto per cui l'Imperatore abbandonò la Grande Crociata dopo il Trionfo di Ullanor, ovvero il primo portale della Rete umano che avrebbe elevato l'umanità ad uno stadio superiore. Ed è cinque anni dopo questo disastroso evento che inizia il primo capitolo di un libro che, a differenza di buona parte della serie, non ha le Legiones Astartes come protagonisti. Abbiamo visto Nemesis con i protagonisti assassini e vari racconti brevi con protagonisti provenienti dall'Esercito Imperiale, dal Mechanicum o da vari altri punti di vista non geneticamente potenziati. Qui, però, andiamo ad analizzare la Legio Custodes, le Sorelle del Silenzio e una domanda che tutti si sono posti: l'Imperatore cosa stava facendo?
Certo, era sul Trono perché l'irruzione di Magnus l'aveva reso instabile e questo lo sapevamo già, ma poi? Bowden ci porta nella Rete, dove una parte di labirinto dedicata ai viaggi interstellari si trasforma in una titanica zona di guerra fortificata sopra la quale Custodes, Sorelle del Silenzio e forze del Mechanicum si scontrano contro ogni genere di traditore, dagli Astartes ai titani. Ra Endymion e Jenetia Krole sono rispettivamente i leader sul campo dei Custodes e delle Sorelle, due personaggi introdotti nella serie grazie a questo romanzo (anche se Jenetia esisteva già nel BG) e che si dimostrano estremamente interessanti. E' interessante vedere un approfondimento su Jenetia, vedendo il passaggio da un personaggio di cui conoscevamo solo il nome e l'aspetto ad uno di cui possiamo capire meglio il carattere, ma soprattutto conoscere il motivo per cui la sua spada è così grande. Ra, invece, si rivela un personaggio chiave per altri motivi. Durante il romanzo assistiamo a lunghi discorsi tra lui e l'Imperatore, uno dei quali occupa un intero capitolo. Bowden riesce a dosare perfettamente le rivelazioni. Ci spiega delle cose, ma sfrutta il punto di vista di Ra per non darci una completa visione della mente dell'Imperatore. Altre cose non sono rivelazioni, ma una comprensione migliore degli obiettivi e del pensiero del leader dell'umanità. The Master of Mankind porterà sicuramente molte persone a finire questi discorsi per poi sostenere le idee dell'Imperatore oppure odiarle, di questo sono certo.
Arkhan Land è un'altra grande presenza nel romanzo, anch'egli introdotto nella serie con The Master of Mankind. Chi è il magos che ha scoperto gli SPM da cui è derivata la creazione di Land Speeder, Land Raider e Land Crawler? O meglio, chi è oltre a questo?
Ci viene presentato un personaggio immensamente intelligente e ci viene data anche una magnifica spiegazione riguardante il suo aspetto poco bionico. Nella sua illustrazione originale veniva ritratto con un volto quasi totalmente organico, una cosa piuttosto insolita per un tecno-prete. Qui il personaggio non viene rivoluzionato, ma la sua peculiarità non viene neanche lasciata al caso e la spiegazione risulta molto interessante e convincente.
Proseguendo con la lettura ci imbattiamo in altri personaggi interessanti come Zephon dei Blood Angels, i piloti di Cavalieri della Casata Vyridion e il fantastico Sagittarus. Tutti intervengono in un modo o nell'altro all'interno della Guerra nella Rete, un conflitto che, come molti altri punti dell'Eresia, non è solo militare, ma anche politico. Questo aspetto continua a risaltare molto durante i rapporti con il Mechanicum.
Bowden riesce a scrivere un romanzo piuttosto standalone con tanti personaggi nuovi per la serie, approfondendo un grande conflitto e avvolgendolo in una rete di riflessioni sul controllo e sul proprio posto nella grande macchina chiamata Imperium, riuscendo poi a collegarsi con ciò che accadrà negli ultimi eventi della serie. Trovo che sia il miglior romanzo scritto da Bowden, in grado di superare persino le vette raggiunte da The Talon of Horus, The First Heretic e Betrayer.
Non posso dare altro che un 10/10


ZONA SPOILER (evidenzia per vederla)

Ci sono tante cose che si scoprono in questo romanzo. Innanzitutto c'è l'Eco del Primo Omicidio, ovvero il primo demone della storia, nato quando un uomo assassinò per la prima volta un suo simile. L'Eco del Primo Omicidio non è altri che Drach'nyen, il demone che andrà ad insediarsi in una spada, la quale verrà recuperata da Abaddon durante la Prima Crociata Nera. Ora capiamo perché Abaddon organizzò un attacco a Cadia solo per poter agire indisturbato mentre recuperava la spada. Ciò che non sappiamo ancora è come Drach'nyen sia finito nella famosa spada. Alla fine di The Master of Mankind Drach'nyen viene intrappolato nel corpo di Ra, il quale sparisce chissà dove tenendolo sotto controllo. E' possibile che il fato di Ra e di Drach'nyen si scopra negli ultimi libri di Horus Heresy oppure in Black Legion, il romanzo che uscirà nel 2017 e che parlerà proprio della Prima Crociata Nera. Attualmente si sta diffondendo anche una teoria secondo la quale la spada di Abaddon sia in realtà Mjalnar, la spada di Russ, dando così un motivo ben preciso alla somiglianza tra le due spade. Questo perché Drach'nyen ha la capacità di possedere qualsiasi oggetto desideri e da questo si è sviluppata l'ipotesi che in qualche modo sia entrato all'interno di Mjalanr, corrompendola. Potrebbe continuare ad essere una coincidenza dettata da un'ispirazione comune (la forma di uno zweihander), ma la teoria è interessante.
Un'altra cosa molto interessante è la visione che l'Imperatore ha dei primarchi. Lui non li vede come figli, ma come sue creazioni tra le tante che hanno l'obiettivo di contribuire al grande progetto di elevazione dell'umanità. Non usa neanche i loro nomi, ma i loro numeri. quando parla con Land continua a dire Dodicesimo al posto di Angron e quando il tecno-prete gli chiede perché si faccia comunque chiamare padre, l'Imperatore gli porta l'esempio di Pinocchio. Gli chiede come pensa che il bambino di legno abbia sempre chiamato il falegname e Land risponde istintivamente "padre". L'Imperatore, allora, chiede perché dovrebbe negare tale appellativo alle proprie creazioni. L'Imperatore è immensamente pragmatico, alcuni suoi pensieri potrebbero effettivamente risultare il frutto di un pensiero divino, poiché ai più sembrerebbero sicuramente inumani, privi di emozioni e legami con gli altri, ma alla fine hanno il fine ultimo del controllo. Uno controllo totale che permetta all'umanità di elevarsi e diventare una nuova civiltà psionica non destinata a cadere.
Prima ho parlato della spada di Jenetia. Sapevamo che fosse grossa, ma ora sappiamo anche perché. E' una zweihander chiamata Veracity ed è una spada appartenuta all'Imperatore, il quale la donò a Jenetia.
Ultima questione, ma altrettanto importante, è quella riguardante i Custodes. Abbiamo ricevuto delle piccole conferme sulla loro biologia. Anche loro sono ragazzi normali prima di essere sottoposti ad un particolare processo di cambiamento, ma il loro corpo rimane totalmente organico. Tutte le loro parti aggiuntive non sono sintetiche o parzialmente sintetiche come gli Astartes, ma completamente organiche come i primarchi.


ENGLISH VERSION

Here we are again with Review Moment, this time with the first novel I bought thanks to my Patreon supporters. Thank you very much, guys.
First of all, What's The Master of Mankind? It's the new novel by Aaron Dembski-Bowden, a book I waited for more than a year that I devoured in exactly one week and that I'd have finished even before if I hadn't had other commitments. But first things first.


The Master of Mankind, 41th The Horus Heresy novel, brings us to deepen the War in the Webway, an extremely important part of the Heresy, but of which we always had few details. Magnus the Red has appeared inside the Emperor's subterrean laboratory to warn him oh Horus betrayal, but in doing so he has shattered the psychic defenses of the Imperial Palace, destroying the secret project for which the Emperor leaved the Great Crusade after the Triumph of Ullanor, the human Webway project that would have raised humanity to a higher level. And five years after this disastrous event starts the first chapter of a novel that, unlike from most of the series, hasn't the Legiones Astartes as protagonists. We saw Nemesis with assassins as protagonists and several short stories with protagonists from the Imperial Army, from the Mechanicum or other not genetically enhanced points of view. Here, however, we analyze the Legio Custodes, the Sisters of Silence and a question everyone asked themselves: what was the Emperor doing?
Yes, he was on the Throne because Magnus irruption had destabilized it and we already knew that, but then? Bowden brings us inside the Webway, where a part of the labyrinth dedicated to interstellar voyages is transformed in a titanic fortified war zone upon which Custodes, Sisters of Silence and Mechanicum forces fight against every kind of enemy, from Astartes to titans. Ra Endymion and Jenetia Krole are respectively the Custodes and Sisters of Silence leaders on the battlefield, two characters introduced in the series thanks to this novel (even if Jenetia already existed) that appear extremely interesting. It's interesting to see a deepening of Jenetia, seeing the change from a character of which we knew only the name and the appearance to someone of which we can understand the nature and especially know the reason about the size of his sword. Ra, instead, is a key character for other reasons. During the novel we witness to long speeches between him and the Emperor, one of which occupies an entire chapter. Bowden manages to perfectly measure the revelations. He explains us something, but he use Ra's point of view to avoid to give us a complete vision of the Emperor's mind. There are other things which aren't revelations, but a better comprehension of the objectives and the thoughts of the leader of humanity. The Master of Mankind will undoubtedly lead many people to finish these speeches then sustain the Emperor's ideas or hate them, I'm sure of that.
Arkhan Land is another great presenze in this novel, another character introduced in the series thanks to Master of Mankind. Who is the magos who discovered the STC from which was derived the creation of Land Speeders, Land Raiders and Land Crawlers? Or better, who is other than that?
We're introduced to him as an extremely intelligent character and we're also given a magnficent explanation regarding his mostly not bionic aspect. In his original illustration, he was portrayed with an almost totally organic face, an oddity for a tech-priest. Here the character hasn't been revolutionized, but his peculiarity isn't even left to chance and the explanation is really interesting and convincing.
Continuing the reading we come across other interesting characters as Zephon of the Blood Angels, Knight pilots of Horus Vyridion and the magnificent Sagittarus. Everyone intervenes in a way or another during the War in the Webway, a conflict that, as many other points of the Heresy, isn't only military, but even political. This aspect cotinues to stand out during the relationships with the Mechanicum. 
Bowden succeeds in writing a fairly standalone novel with many new caracters for the series, deepening a great conflict enveloping it in a net of reflections about control and your own place in the great machine called Imperium, then managing to connect with what will happen in the last events of the series. I think this is the best novel Bowden ever wrote, even able to overcome the peaks reached by The Talon of Horus, The First Heretic and Betrayer.

I can't give nothing but a 10/10.


SPOILER ZONE (highlight to see it)

There are many things we discover in this novel. First of all, there's the Echo of he First Murder or the first daemon of history, born when a man murdered for the first time a fellow human. The Echo of the First Murder is non other than Drach'nyen, the daemon which will establish himself inside a sword Abaddon will recover during the First Black Crusade. Now we understand why Abaddon organized an attack to Cadia just to act undisturbed while he recovered the sword. What we still don't know is how Drach'nyen went inside the famous sword. At the end of The Master of Mankind, Drach'nyen was trapped inside Ra's body, who disappears who knows where keeping him under control. It's possibile we'll know the fate of Ra and Drach'nyen during the last Horus Heresy novels or in Black Legion, the novel which will be released in 2017 that will talk about the First Black Crusade. There's also a theory right now according to which Abaddon' sword is actually Mjalnar, Russ' sword, thus giving a very specific reason to the similarity between these two swords. This because Drach'nyen has the ability to possess every object he desires and from this it has been developed the hypothesis that in some way he entered Mjalnar, corrupting it. It coud still be a coincidence based on the common inspiration (the shape of a zweihander), but the theory is interesting.
Another interesting thing is the vision the Emperor has about the primarchs. He doesn't consider them as sons, but as his creations among many other that have the purpose of contributing to the great project of elevation of humanity. He doesn't even use their names, but their numbers. When he talks with Land he keeps saying Twelfth instead of Angron and when the tech-priest asks why he still let them call him father, the Emperor brings out Pinocchio as example. He asks him how he thinks the wood boy had always called the carpenter and Land intuitively responds saying "father". Then, the Emperor asks him why he should deny such appellative to his creations.
The Emperor is extremely pragmatic, some of his thoughts could effectively result the fruit of a divine thought, because most could consider them inhuman, lacking of emotion and bonds with others, but in the end they've control as the ultimate objective. A total control that would permit humanity to raise itself and become a new psychic civilization not doomed to fall.
Earlier I talked about Jenetis' sword. We knew it was huge, but now we knoe why. It's a zweihander called Veracity and 'ts a sword belonged to he Emperor, who donated it to Jenetia.
The last matter, but not less important, is about Custodes. We received some little confirmations about their biology, They too are regular boys before undergoing a particulare changing process, but their body remains completely organic. All their additional parts aren't synthetic or partially synthetic as the Astartes, they're completely organic as the primarchs.
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