mercoledì 26 aprile 2017

Momento Review: Gathering Storm II - Fracture of Biel-Tan

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Eccoci qui, finalmente arriva la recensione del secondo volume della trilogia intitolata Gathering Storm. Nel primo libro abbiamo visto Cadia cadere, ma com'è stato questo secondo libro? Vediamolo insieme.

Ambientato parallelamente a Fall of Cadia, Fracture of Biel-Tan ci offre subito una piccola conclusione ad una questione rimasta irrisolta, ovvero il finale di War Zone Valedor. Cosa è successo all'esperimento sui Tiranidi che avrebbe dovuto mescolare esemplari della Behemoth con altri della Leviathan? Non è una grossa conseguenza, ma lo scopriamo immediatamente mentre iniziamo a conoscere la vera protagonista del libro: Yvraine.
Mentre la vediamo muoversi in un'arena di Commorragh e scontrarsi con Lelith Hesperax, assistiamo ad un'altra conseguenza derivata da pubblicazioni precedenti. In Death Masque, Eldrad ha cercato di accelerare la venuta di Ynnead convogliando tantissime anime dei Circuiti Infiniti degli Arcamondi in una luna fatta di cristallo psionicamente attivo, ma la Deathwatch è intervenuta, ha sventato il piano e la luna è esplosa, lanciando un raggio di luce nel cosmo, diretto chissà dove.
Yvraine soccombe nell'arena e, nel momento della morte, proprio quel raggio di luce la raggiunge e la fa rinascere come emissario di Ynnead, dotata di poteri psionici e la capacità di assorbire le anime degli eldar morti vicini al posto di farli finire in varie pietre dello spirito o nello stomaco di Slaanesh.
E' da qui che parte la storia vera e propria.

L'Imperatore protegge

Come nel libro precedente, Fracture of Biel-Tan ci offre una vasta gamma di personaggi già conosciuti e il primo sguardo a dei personaggi totalmente nuovi. Ciò che a volte si crede erroneamente negli universi fantastici è che i personaggi vecchi abbiano un maggiore diritto a compiere imprese importanti e che quelli nuovi debbano imparare dai veterani. Erroneamente perché questo concetto non esiste. Il personaggio nuovo non è necessariamente arrivato dopo in quell'universo e in ogni caso ciò non giustifica una logica "il personaggio esiste da più tempo = il personaggio fa cose più importanti".
Ecco, questo libro è un martello dritto in faccia a chi fa questo errore, poiché le imprese del personaggio dipendono semplicemente dalla sua evoluzione, non da quanto tempo esiste. Yvraine si dimostra subito un personaggio dall'approfondimento interessante, sia per quanto riguarda il mistero sul suo passato che per le sue azioni nel presente.
Il Visarca è il Boba Fett di Warhammer 40.000. Tralasciando momentaneamente l'approfondimento dato da tutto ciò che non fa parte dei film di Star Wars, Boba Fett non diceva pressoché una mazza, non faceva grandi cose epiche, eppure era figo e ha avuto un successo mostruoso. Il Visarca è uguale e per questo lo metto nei punti di forza di questo libro. Non fa molto, dice esattamente due parole in tutto il libro, eppure è un figo della madonna e per questo tante persone lo amano e vogliono comprare il suo modello. E' il tipico effetto del ragazzo bello e misterioso, quello di cui non sai quasi niente, ma che è bello e che quindi rende poco importante ogni altro dettaglio. Un peccato che Yvraine non provi nulla per lui, c'è letteralmente più chimica tra Farsight e Shadowsun.
L'Avatar di Ynnead è una forza della natura. Si dimostra un essere molto potente, ma è un po' come un Avatar di Khaine. Lo vediamo a tratti perché entra in gioco quando c'è una battaglia da vincere, altrimenti è un bel personaggio per la storia che accompagna la sua ascesa.
La storia procede abbastanza velocemente, ma non dà l'impressione di correre tralasciando parti troppo importanti. Anche l'arrivo di personaggi e armate ben conosciuti convince, tra Yriel che rimane il prode difensore di Iyanden, gli eldar di Biel-Tan che si dimostrano essere i soliti guerrieri focosi, un piacevole cameo di Kysaduras, colui che aveva definito Ynnead come l'unica salvezza per gli eldar, ed Eldrad.
Eldar ha subito un'interessante evoluzione recentemente, poiché lo vediamo alla disperata ricerca di una soluzione. E' per questo che va pure contro il volere degli arcamondi per cercare di velocizzare l'arrivo di Ynnead. Sebbene il suo piano non sia andato esattamente come sperato, è grazie a lui che si è creato il raggio che ha resuscitato Yvraine mettendo in moto tutta la catena di eventi di questo libro.

Uno dei punti più alti del libro è sicuramente uno dei plot-twist presenti verso la fine. Lo scontro con i Thousand Sons non ha portato ad un cambio delle carte in tavola, ha proprio ribaltato il tavolo. E' l'inizio di una nuova trama che potrebbe sconvolgere un'intera Legione e i suoi più grandi personaggi, specialmente Ahriman.

Il finale è semplice ed è ciò che ci si aspettava già quando Fracture of Biel-Tan è stato descritto per la prima volta. Le storie dei primi due libri avvengono parallelamente e alla fine si uniscono, quindi non è sorprendente e non è uno spoiler (perché si presume che abbiate letto o sappiate qualcosa di Fall of Cadia prima di leggere questa recensione) se vi dico che alla fine gli Eldar e la Crociata di Celestina si incontrano su Klaisus. Qui avviene un accordo che prepara la storia a una grande rivoluzione.

L'Imperatore non protegge

Che dire, sono veramente pochi i punti deboli di questo libro.
Per quanto il Visarca sia figo come "Boba Fett di Warhammer 40.000", bisogna ammetterlo. Un maggior approfondimento non avrebbe fatto male.
Per il resto, trovo che sia un libro veramente valido.

Artwork

Come in Fall of Cadia, anche in questo libro abbondano gli artwork pre-esistenti, ma fortunatamente quelli nuovi non deludono e sono belli da vedere. L'unica cosa che non convince al 100% è un particolare di cui avevo già parlato nella recensione di Wrath of Magnus e si tratta della coerenza BG-artwork. La scena che mostra il risveglio di Ynnead è rappresentata benissimo, quell'artwork è veramente bello a mio parere, ma allo stesso tempo possono far storcere il naso quelle piccole incongruenze con la descrizione della scena. Ad esempio, Jain Zar e il Visarca vengono descritti come piuttosto vicini ad Yvraine in quel momento perché la stanno proteggendo dai Biel-Tani che le si oppongono. Successivamente, Yvraine estrae Asu-Var, la spada che successivamente verrà data al Visarca, infine avviene l'evento rappresentato dall'artwork. Peccato che in quell'artwork, per quanto piacevole da guardare, Jain Zar non sia presente e il Visarca si trovi su un pian rialzato rispetto ad Yvraine, oltre ad avere già in mano Asu-Var.

Missioni

Al contrario degli artwork, le missioni rappresentano bene la storia in corso. Ad esempio, nella seconda missione l'Yncarne non può usare la spada Vilith-Zar perché effettivamente, a quel punto della storia, non l'ha ancora ottenuta. Sebbene siano missioni singole e non viste come una vera e propria campagne, c'è anche un abbozzo di continuità, poiché viene specificata la possibilità di giocare la terza missioni immediatamente dopo la seconda e con eventi che, se succedono durante la seconda missione, influenzano la terza.
La quarta missione, invece, è piuttosto interessante per la sua divisone in tre campi differenti. Una sorta di partita a obiettivi in cui non ci sono segnalini, ma interi campi.
Al contrario, trovo che la prima missione sia piuttosto basilare rispetto alle altre.

Giudizio

Fracture of Biel-Tan si è dimostrato un buon libro. Sebbene il Visarca potesse essere approfondito meglio, è stato dato un bel calcio d'inizio ad una nuova storia che sicuramente influenzerà molto gli Eldar negli anni a venire.
L'ho trovato migliore rispetto a Fall of Cadia e per questo arriva a 8,5/10.

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