giovedì 11 maggio 2017

Momento Review: Dante, di Guy Haley


Dante, un personaggio leggendario nell’universo di Warhammer 40.000, ma di cui abbiamo sempre saputo poco. Nonostante sia apparso numerose volte nei romanzi, tra la Blood Angels Series di James Swallow e varie piccole apparizioni in altre pubblicazioni, la vera e propria storia di Dante è sempre rimasta nel mistero. Com’è stata la sua gioventù? Com’è stata la sua carriera? Quanti anni ha realmente?


Allo stesso tempo, non si sapeva ancora cosa successo dopo Shield of Baal. Sapevamo che Karlaen e Aphael si fossero staccati dall’armata per intervenire nel sistema Diamor e che la minaccia della Leviathan non fosse ancora stata debellata, ma oltre a questo? Guy Haley ci offre tante risposte.


Il romanzo si svolge seguendo due storie diverse. La prima vede Dante fin da piccolo, quando decide di abbandonare il padre Arreas per raggiungere il luogo in cui gli angeli di Baal prenderanno una cinquantina di reclute tra coloro che si presenteranno. La seconda, invece, si intreccia con il finale di Shield of Baal e prosegue quella storia mostrandoci le ore successive agli eventi accaduti nel sistema Cryptus, tra la fuga da Asphodex, l’apparizione del Sanguinor, le riflessioni di Dante stesso e molto altro.

Il piccolo Luis, il cui “nome d’angelo” è Dante, è un bambino piuttosto normale. A prima vista non sembra affatto un ragazzino promettente, eppure è lo spirito a distinguerlo. Vediamo un bambino dall’animo gentile e altruista che vuole entrare a far parte degli angeli per poter servire e aiutare l’Umanità, un obiettivo che lo contraddistingue. Luis farà numerose conoscenze durante il suo viaggio fino a Caduta dell’Angelo, compreso un certo Lorenz.

Guy Haley offre delle eccellenti descrizioni dell’ambiente circostante, permettendoci di immaginare molto bene il paesaggio di Baal Secundus e Baal, i paesi, la fortezza-monastero. Tutto ciò avvolge un personaggio che da una parte cresce pieno di speranza, mentre dall’altra si aggrappa ad essa per andare avanti, sapendo che questa non basti per sopravvivere e lasciando che le leggende sul suo conto si ingigantiscano a dismisura in modo da crearne altra nell’animo dei soldati.

Dante è un libro che ci mostra quanto certi astartes possano essere ancora uomini, al contempo preparandoci alla grande resa dei conti di The Devastation of Baal senza puntare tutto sul fornire delle basi per il sequel accantonando l’importanza della sua stessa trama. 

Mi sento di consigliare a gran voce questo libro, prima di tutto a chiunque sia un appassionato di Blood Angels, ma anche a chiunque voglia scoprire uno di qui personaggi famosi di cui stranamente non erano mai state raccontate le origini. Non è un libro perfetto, ci sono alcuni capitoli ambientati durante i suoi periodi tra la gioventù e la nomina a capitano che risultano un po’ sottotono, ma in generale lo trovo un libro eccellente e quindi mi spingo sul 9/10. Spero lo leggiate e che possiate apprezzarlo quanto me.




SEZIONE SPOILER

A CAUSA DI UN PROBLEMA DI VISUALIZZAZIONE SU DISPOSITIVI MOBILI, LE SEZIONI SPOILER NON VERRANNO PIU’ COPERTE E VISIBILI SOLO EVIDENZIANDO IL TESTO. PER QUESTO MOTIVO, FATE ATTENZIONE A NON SCORRERE TROPPO IN BASSO NEL CASO NON VOGLIATE SCOPRIRE NULLA PRIMA DELLA LETTURA.

  1. Luis non usava sempre il nome Dante perché erano i cosiddetti “nomi d’angelo”. Nel suo clan i nomi d’angelo erano privati e usati solo raramente in ambito familiare, ma dovette obbligatoriamente usarlo quando divenne un Aspirante all’interno del Capitolo. Altri clan usano comunemente il nome d’angelo.
  2. Nel 999.M41, Dante ha poco più di 1547 anni. Il primo capitolo è ambientato nel 452.M40 e vede il piccolo Luis all’età di circa sette anni. Non è presente un anno di nascita preciso perché, nelle lande di Baal Secundus, il tempo non viene calcolato in maniera precisa, quindi non era particolarmente importante sapere e Luis avesse sei, sette oppure otto anni.
  3. Dante ha passato circa due secoli tra il periodo di scout fino alla nomina di Capitano. È stato Capitano per circa tre secoli e poi è stato nominato Maestro Capitolare.
  4. Dopo Shield of Baal, Karlaen e Aphael sono intervenuti su Diamor perché Astorath aveva inviato una richiesta di intervento a Dante poco dopo la ritirata da Asphodex. In quel momento Dante dovette decidere se indebolire il Cancello Cadiano e rafforzare le difese di Baal o viceversa e la considerò una delle tante scelte tra due mali che dovette prendere durante la sua vita.
  5. Il Capitano Phaeton della 7° Compagnia dei BA non vede molto bene il riavvicinamento con Gabriel Seth e i suoi Supplizianti.
  6. Durante la sua vita, Dante ha visto molte volte il Sanguinor e sempre in momenti importanti della propria vita. Due esempi sono quando stava per morire disidratato durante il viaggio verso Caduta dell’Angelo (il luogo dove si verificano le prime prove per diventare membri del Capitolo) e quando il Cappellano della 10° Compagnia stava per parlargli dopo che il Concilio di Cappellani e Apotecari aveva votato per la nomina del nuovo Capitano della 5°.
  7. Dopo aver visto alcuni suoi fratelli totalmente in prede alla Sete Rossa e ad averla saziata lui stesso uccidendo involontariamente dei civili che lo avevano aiutato, decise di non bere mai più sangue da un vivente. Ciò lo indebolì nei numerosi secoli seguenti e il suo servo Arafeo, nel post-Shield of Baal, si tagliò i polsi sacrificandosi e chiedendo a Dante di bere il suo sangue. Inizialmente Dante non volle e pensò subito di chiamare un Apotecario in suo aiuto, ma Arafeo sfruttò la sua abitudine di accogliere le richieste degli altri e alla fine Dante bevve il sangue del servitore donandogli di nuovo una parte delle sue forze.
  8. È possibile leggere per la prima volta le reali parole di una parte di Pergamene di Sanguinius. Per prima cosa viene mostrata una parte che parla di una divoratrice che minaccerà e si nutrirà di Baal. Dopo aver fatto un pasto con le sue due lune, dall’oscurità spunterà una luce. È possibile che in The Devastation of Baal vedremo la distruzione/consumazione di Baal Primus e Secundus. Viene mostrata la parte che cita il guerriero dorato che si frapporrà tra l’Imperatore e l’oscurità. Sanguinius non riconosce il guerriero, ma nota una maschera che mostra il suo volto in un’espressione di rabbia, proprio come la maschera funeraria del Maestro Capitolare. Dante pensa di essere quel guerriero dorato.

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