lunedì 11 settembre 2017

Adeptus Pittoricus: Prepittura, parte 1


“Ehi, facciamo un salto nel negozio di soldatini?”
Così ha inizio la storia di molti hobbysti, con queste parole.
Portafoglio più leggero e fervore da iniziato fanno percorrere la distanza tra negozio e casa con la stessa efficacia di un salto Warp.
Senza campi Gellar però. E infatti il demone del modellismo si insinua nelle teste di questi giovani virgulti, promette risultati grandiosi con pochi sforzi. Tecniche rapide e innovative, drybrush, dipping.
Immagini di modelli “PRO painted” con linee di fusione, colori spessi come stucco.
La possessione demoniaca è il prossimo passo e rischia di tramutarli in gracili figure viola e blu, condannate a ripetere in eterno “A me piace così!!!”. 

Ed è proprio in questo frangente, quando i novizi (e non solo) sono più vulnerabili, che interveniamo noi.
We are the Emperor's finest brushes. Noi siamo Adeptus Pittoricus.

Introduzione un filo pomposa, lo ammetto, ma cionondimeno accurata: questa nuova rubrica infatti si pone l'obiettivo di guidare l'hobbysta novizio, di prenderlo per mano fin dalle prime fasi e di alzare un poco per volta il livello. Ed è proprio dalle basi che partiremo, parlando di fasi pre-pittura e di assemblaggio.

Prima di tutto, avete lavato i kit?
No, non sto scherzando.
Soprattutto quando si parla di kit di resina, è essenziale lavare i pezzi prima di fare qualsiasi altra cosa su di essi.
In moltissimi casi infatti il modello è ricoperto da una sottile patina: questa patina viene usata per permettere un più facile distacco della miniatura stessa dagli stampi.
Se non viene correttamente pulita, possono presentarsi difficoltà nell'incollare i pezzi e, soprattutto, primer e colori avranno una scarsa tenuta.
In parole semplici, si incolla male e il colore verrà via facilmente.
Come si pulisce? Semplice: acqua appena appena tiepida (non calda, mi raccomando), sapone (tipo lo sgrassatore Chanteclair) e uno spazzolino da denti per strofinare bene.
Poca fatica, pochi minuti persi e vi risparmierete grossi problemi nelle fasi più avanzate del lavoro.

Fatto questo, è tempo di procedere con la rimozione dei pezzi dalla sprue. (n.b. Io preferisco lavare i pezzi ancora sulla sprue per mera comodità. Voi fate come meglio ritenete).
Nessuna avvertenza particolare qui, salvo il fatto che, usando cutter e tronchesine da modellismo, una disattenzione può farvi procedere nella raccolta punti. Di sutura.
Massima attenzione quindi, lavorate su una superficie stabile e non applicate eccessiva forza con il cutter.

E arriviamo finalmente all'operazione Seek&Destroy: parlo di quel maledetto momento in cui ogni hobbysta si deve armare di tutta la pazienza di cui dispone, osservare ogni singolo pezzo, individuare le MALEDETTE linee di fusione e rimuoverle.
Come rimuoverle? Usare una lima da modellismo è il sistema migliore. Io mi servo semplicemente di un cutter passato perpendicolarmente rispetto alla superficie su cui è presente la linea. Comodo e rapido se si sa come procedere, ma il rischio di rovinare le miniature (soprattutto di plastica) è alto. Quindi ve lo sconsiglio fortemente, almeno finché non prenderete un po' la mano con questi metodi.

La cosa veramente importante è trovare tutte le maledette linee di fusione, altrimenti succederà una cosa del genere.
E voi non lo volete a pezzo iniziato, fidatevi.

Risolto anche questo, è tempo di assemblare il pezzo. Forse.
Dico forse perché alcuni preferiscono dipingere le singole parti delle miniature e poi incollarle.
Questa scelta presenta due problemi. Il primo, che affligge tutti, è che in tal modo verranno primerate anche le parti di contatto in cui dovrà essere messa la colla. Colla che, quindi, formerà (SE formerà) legame tra due strati di colore e non tra due parti del modello., riducendo la sua efficacia.
Il secondo problema, riguardante pittura e illuminazione del pezzo, verrà ripreso molto più avanti in quanto problema da “veterani” della pittura.
Quello che però è chiaro è che non conviene dipingere i singoli pezzi prima dell'assemblaggio.
Nel caso di miniature particolarmente intricate, può essere un buon compromesso operare con un numero limitato di sub-assemblaggi, ciascuno abbastanza semplice da essere dipinto senza contorsionismi del pennello.

Parliamo ora di colle. Per me esiste una sola colla, ed è questa.
L'Attak (o simili) è una ottima scelta in molti frangenti: praticamente obbligata per resina e metallo, può esistere un ragionevole dubbio parlando dei kit in plastica.
Meglio Loctite o colla per la plastica, in questo caso?
Dipende. Io ho incollato un monolito Necron usando la colla per la plastica, l'ho primerato sul balcone e l'improvviso deep strike di una vespa ha causato la caduta libera del modello per una decina di metri. Risultato? Nessun pezzo scollato. Si erano squarciati i pannelli, vero, ma i punti di incollaggio erano saldi.
Questa solidità dovrebbe giocare a suo favore, no? In realtà, a mio avviso, no.
La colla per la plastica fonde letteralmente i due pezzi. E' un processo irreversibile, gli errori non sono perdonati, i ripensamenti dopo anni ancor meno.
Quindi, se dopo due anni i vostri Space Marine con la testa da orko non sembrano più fighi come all'inizio beh...
Di contro l'Attak tiene decisamente di meno, ma è completamente reversibile (sia pur a fatica in alcuni casi) e permette correzioni sia sul breve periodo che dopo anni.
Se considerate che un minimo di attenzione e premura sarà necessario anche per conservare la pittura delle vostre miniature, capirete che la colla per la plastica è decisamente overkill.

Perfetto, avete montato i vostri primi modelli.
Potete incominciare a dipingerli? Non così in fretta, ragazzi. 
Ci sono ancora cose da sistemare, e le vedremo la prossima volta su Adeptus Pittoricus.

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