domenica 10 settembre 2017

Momenti BG 38: Il Labirinto Urlante di Tzeentch

All'inizio, prima dell'Età del Sangue, prima che i reami si spezzassero e i  quattro fratelli guerreggiassero tra di loro, ci fu il fuoco. Dal fuoco, venne il calore. Dal calore, forma. E la forma si divise in otto. E le otto divennero come morte. 
Le otto erano pura materia del Caos, martellate e modellate per esser letali dai fedeli signori della forgia delle temute Fauci dell'Anima, gli armaioli prescelti di Khorne. Ad ogni signore della forgia venne dato un compito - forgiare un'arma come nessun'altra, un'arma adatta a un dio o ai loro campioni.
Otto armi in totale vennero forgiate dai demoniaci armaioli. Due per ognuno dei quattro fratelli, doni per loro dal più anziano e potente di essi, così come per se stesso. Ma presto gli dei trasformarono i propri pensieri di amicizia e cameratismo, volgendoli verso il dominio. I quattro fratelli furono sempre allineati in opposizione, e quando i loro nemici fuggirono o sparirono, la furia sconfinata di Khorne si rivolse sui propri parenti.
E quando i reami rabbrividirono e l'Età del Caos lasciò il proprio posto all'Età del Sangue, le armi conosciute come gli Otto Lamenti vennero perse.
Gli Otto Lamenti, un argomento importante per Age of Sigmar di cui voglio iniziare a parlare qui e che proseguirò in altri Momenti BG. Un tempo vennero persi, ma ora stanno iniziando a riapparire e il primo esempio fu Tagliamidollo, la Separatrice di Mondi, l'Ur-spada e molti altri nomi. Ma perché parlare di questa potente spada? D'altronde questo Momento BG si chiama Il Labirinto Urlante di Tzeentch. C'è un motivo ben preciso.

Tra tutti i servi di Tzeentch, uno di essi è conosciuto come l'Enigma Demoniaco. L'Enigma, un ingannatore ancora più abile del Mutaforma e della Regina delle Volpi, è una creatura che si diverte a creare dedali, labirinti e altre strutture intricate che mettono alla prova le menti dei più astuti. Un tempo, l'Enigma usò Tagliamidollo per affrontare Agorath, uno dei grandi leviatani stellari che in passato vagò per lo spazio profondo. Il duello avvenne nel Reame delle Bestie, il culmine di una caccia durata secoli che terminò con la morte di Agorath e Tagliamidollo conficcata sulla cima del suo teschio. A quel punto, il demone decise di avviare un'enorme impresa. Secondo la leggenda, l'Enigma Demoniaco schiavizzò migliaia di individui tra bestie primitive e intere tribù di gargant e li sfruttò per estrarre l'ambra contenuta nella terra e successivamente per costruire il Labirinto Urlante con essa, situandolo sul teschio di Agorath, più precisamente intorno a Tagliamidollo. Molti degli schiavi morirono, le loro anime furono catturate dalle mura d'ambra, mentre le loro carcasse caddero sulle pianure intorno al teschio di Agorath e, con il passare del tempo, le loro ossa formarono il Cimitero dei Gargant.
Sebbene il Cimitero dei Gargant fosse già pieno d'ossa, presto molte altre si accumularono sulle pianure. Il Labirinto Urlante attirò campioni, stregoni e guerrieri provenienti dai giardini di Nurgle, seguaci dell'Ur-Slaanesh, altri adoratori di Tzeentch e chissà cos'altro. La grande creazione dell'Enigma Demoniaco rimase inviolata, nessuno riuscì ad entrarvi, risolvere ogni indovinello necessario a trovare Tagliamidollo e uscire sani e salvi.

Ai tempi delle Guerre Realmgate, i nove Gaunt Summoner al servizio di Archaon avevano iniziato a cercare gli Otto Lamenti in modo da consegnarne uno per ogni prescelto selezionato dal Grande Maresciallo del Caos. Zazul, uno dei nove, fu colui che per anni cercò la spada fino a reperire il luogo in cui era situato il Labirinto Urlante, una scoperta che lo portò ad aiutare la strega Sharizad ad ottenerla. Lei lo vedeva come un servo, ma, una volta raggiunto il proprio obiettivo, Zazul l'avrebbe fatta inchinare davanti ad Archaon. Ciononostante, Sharizad e Zazul non erano soli nelle zone del Cimitero dei Gargant. Forze opposte al Caos erano lì con loro.

Zephacleas, Lord-Celestant della Camera Beast-bane degli Astral Templars;
Gaius Greel, Lord-Celestant della Camera Iron-sides dei Sons of Mallus;
Gordrakk, Orruk Megaboss, Pugno di Gork;
Ognuno con la propria armata alle spalle.

Zazul non rimase con le mani in mano (forse perché ne ha tre e una resterebbe libera. Ok, la smetto.), anzi, si trasformò in uno sciamano orruk di nome Jabberjaw e cominciò a influenzare i piani di Gordrakk, il quale rimase sospettoso, ma venne ridirezionato verso le forze di Zephacleas.
Nel frattempo, Sharizad, la Contessa Scintillante, marciò all'interno del Labirinto Urlante, guidata dalle profezie dei Nove-in-Uno. Un tempo uno, il figlio del demone-sultano Vath'hek venne maledetto quando si trovava ancora nella pancia della madre, così uno nacque uno, ma immediatamente un iridescente bambino divenne nove. Un'anima, nove corpi, nove menti. Redak, Odak, Kuldak, Curdak, Taldak, Yuhdak, Adak, Bodak, Sardak. Ognuno con il suffisso -dei-Nove, ognuno cosciente della propria situazione e del futuro che li avrebbe attesi. Uno ad uno sarebbero morti e ogni volta il frammento d'anima si sarebbe distribuito tra i rimanenti. Alla fine, ne sarebbe rimasto solo uno.
Adak e Taldak erano già morti durante il viaggio verso il Labirinto Urlante. Quando Odak cercò di predire la via giusta ad un bivio nel Labirinto, sbagliò e mani d'ambra uscirono dalle mura afferrandolo e stritolandolo. Grandi fauci fuoriuscite da ogni angolo masticarono il corpo di Redak. Una creatura simile a un rettile dilaniò Curdak.

Nel frattempo, gli Stormcast Eternals affrontarono gli Ironjawz di Gordrakk. Zephacleas, originalmente inviato nel Reame delle Bestie alla ricerca di Gorkamorka, affrontò gli orruk temerari che vollero affrontare per primi la Camera Beast-bane. Zazul, nelle vesti di Jabberjaw, riuscì a far scontrare Gordrakk con i soldati di Sigmar, ma alla fine si arrivò a un accordo. Il vero nemico era Sharizad, Zephacleas puntava a trovare Gorkamorka e forse convincerlo a ritornare nel vecchio Pantheon di Sigmar, perciò decise di provare a parlare con Gordrakk, il quale notò una testa su un'asta portata dal Lord-Celestant. Gordrakk valutò positivamente questo atto, associandola ad una conoscenza dell'abitudine Ironjawz di montare le teste di orruk sugli stendardi in modo che gli spiriti possano assistere ancora alle future battaglie. Gordrakk, parlando con Zephacleas, spiegò di non avere amici o nemici. Per loro un amico era un nemico contro cui non stavano combattendo momentaneamente, mentre un amico era un nemico che stava cercando di ucciderli. In passato, Gorkamorka abbandonò Sigmar perché non poteva più combattere. Sigmar costruiva mura, castelli, ma Gorkamorka lo interpretò come un abbandono della battaglia. Sigmar non avrebbe più combattuto al suo fianco, era diventato un nemico. Eppure Zephacleas disse che Sigmar avrebbe volentieri combattuto ancora al fianco di Gorkamorka, perciò Gordrakk venne convinto. Insieme, avrebbero fermato Sharizad. Ciò che contribuì ulteriormente a convincerlo fu Zazul, il quale non accettò l'andamento degli eventi e si rivelò una volta per tutte, attaccando ed evocando i propri assassini dalle vesti somiglianti a corvi. Zazul non ebbe la meglio e Gordrakk lo uccise, ma Zephacleas lo aveva aiutato e ciò fu un punto a favore della loro collaborazione. 

Tuttavia, nel Labirinto Urlante gli ostacoli vennero progressivamente superati e Sharizad raggiunse la spada. Lo spirito di Agorath le si manifestò davanti e le disse di dover superare un test, ma anche che fosse già iniziato. Fu in quel momento che Gaius Greel, il quale aveva guidato per tutto questo tempo i Sons of Mallus all'interno del Labirinto mentre Zephacleas si occupava di Gordrakk, arrivò. Un vecchio nemico da oltrepassare, poiché già in passato Gaius venne Riforgiato dopo essere stato ucciso dalla strega, questa sarebbe stata la sua prova. Sons of Mallus, servi della strega e difese del Labirinto Urlante si scontrarono in un triangolo di morte. Nella mischia, alla fine Sharizad pose le sue mani su uno degli Otto Lamenti. Il suo potere, sebbene fosse ancora sopito dalla lunga prigionia all'interno della malefica creazione dell'Enigma Demoniaco, fu comunque immenso. Lo spirito di Agorath, a sua volta prigioniero a causa della spada, venne liberato e tornò nell'oscurità del vuoto mentre la strega emise un urlo assordante e l'energia la pervase.

Zephacleas e Gordrakk, con la strada pressoché spianata, riuscirono presto a raggiungere gli altri membri di questo conflitto. Kuldak-dei-Nove morì, vittima della lama di Zephacleas. Sardak venne sconfitto, il suo elmo schiacciato dai piedi dello stesso Celestant. La battaglia proseguì e Gaius venne ferito mortalmente, ma affrontò ancora Sharizad, la quale cominciò a subire una trasformazione paragonabile a un'apoteosi. Nel prendere Tagliamidollo, aveva abbandonato la sua spada precedente, capace di risucchiare le anime di coloro che uccideva.
Gaius, morente, prese proprio quella spada e la affondò nel petto di Sharizad. Gli spiriti dei morti la afferrarono, azione alla quale rispose con i fendenti di Tagliamidollo. Seppur un'arma potentissima, però, Tagliamidollo non aveva potere sui morti. Coloro che persero contro Sharizad stavano avendo la propria vendetta, ma la strega non mollò e frantumò la spada con i suoi nuovi artigli. Mentre le anime si dissolsero, Gaius usò le sue ultime forze per aggrapparsi a Sharizad e poi morì, ma un fulmine cadde per recuperare la sua anima la seguace di Tzeentch venne colpita. Indebolita e accecata, quello fu il momento giusto per finirla.
Gordrakk avanzò e tagliò la mano di Sharizad che brandiva la spada. Insieme a un altro colpo della sua ascia, si aggiunse il martello di Zephacleas e infine la Contessa Scintillante esalò l'ultimo respiro. La spada scomparve e il Labirinto Urlante di Tzeentch, ormai inutile, iniziò a frantumarsi mentre i suoi resti si alzarono in cielo fino ad essere persi di vista.. Zephacleas aveva ancora una missione, forse un giorno avrebbe ancora combattuto al fianco di Gordrakk.

Tutti se ne andarono. Sardak non morì subito, ma i colpi del proprio nemico frantumarono costole e spina dorsale e presto avrebbe seguito gli altri sette. Vide Yuhdak, il più gentile tra i fratelli e colui che mai fiatò, assisterlo mentre piangeva. Sardak non capì perché stesse piangendo, tra pochi istanti sarebbe stato uno, l'Uno-in-Nove. Yuhdak pronunciò così le sue prime parole. Era sempre stato lui quello destinato a rimanere, il bambino originale non era stato dannato prima di nascere. Il piccolo Yuhdak, ignorato dal padre quanto un'ombra da colui che la proietta, chiese un dono. Chiese dei fratelli, in modo da non essere mai solo.
Sardak morì scoprendo la verità e Yuhdak fu nuovamente integro. Non più legato al volere della Contessa, egli fu padrone del proprio futuro e da qualche parte un Grande Maresciallo del Caos attendeva. Yuhdak dei Nove, ultimo principe della Città a Livelli, attraversò un portale per incontrare il proprio destino.

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