giovedì 30 novembre 2017

Adeptus Pittoricus: Colore di base


Oh, finalmente possiamo dipingere!
No, fermi. Fermi! Cosa diavolo fate?
Ah, volete fare un pezzo con luci e ombre? E ovviamente usare le lavature! E perché no, OSL e MNM, dopotutto chi non li fa oggigiorno?

Beh, mi dispiace, ma no, è ancora troppo presto.
In questo articolo infatti parleremo delle due basi fondamentali per imparare a dipingere. E quando dico fondamentali intendo “o fate così oppure datevi alla floricoltura”.

Parlo ovviamente di DILUIZIONE e STESURA.

Iniziamo dalla diluizione.

Chiariamo subito il punto: salvo rarissimi casi, NON si può usare il colore base preso direttamente dalla boccetta.
Infatti, anche qualora si trovasse in condizioni ottimali (cosa di per sé dura con certi barattoli), la consistenza sarebbe comunque troppo poco fluida per i risultati che vogliamo ottenere.
Per questo motivo, è necessario prendere il colore, depositarlo su una tavolozza e diluirlo.
Cosa usare per tavolozza? Va benissimo la custodia di un CD, il CD stesso, un piattino di plastica o altri oggetti simili.


Qui sopra, nella foto, potete anche osservare una wet palette: tavolozza MOLTO utile ma anche di utilizzo avanzato. Ne riparleremo tra relativamente poco, non temete.

E per diluire? Semplicemente acqua. Non serve chissà quale prodotto particolare. Se state usando acrilici ad acqua, diluiteli con acqua.
Unica avvertenza, in tal senso, è di spendere due soldi in più e comprarsi una tanica di acqua demineralizzata, quella che si usa per i ferri da stiro.
Il motivo? Presto detto: l'acqua è sempre acqua, ma i minerali in essa disciolti cambiano da zona a zona. Se magari in una città è presente un'acqua poco dura (termine tecnico per indicare il basso contenuto di calcare), allora il risultato finale sarà diverso e migliore rispetto a quello ottenuto in una città con acqua molto dura.
Sembra una sottigliezza, ma il calcare presente nell'acqua può contribuire tantissimo al risultato finale, rendendo più o meno lucido un colore (e, tendenzialmente, lucido è male).
Quindi, nel dubbio, una tanica di acqua demineralizzata e vi siete messi al riparo da ogni pericolo.

Quanto diluire? Beh, qui ognuno ha le sue proporzioni. Io, personalmente, consiglio di diluire secondo un rapporto di 50% colore e 50% acqua. Questo ovviamente può variare, dal 40-60 che uso per colori molto coprenti (nero, blu, marroni) fino al 60-40 per colori più complessi (giallo, bianco) o per i metallici.

Ma perché diluisci meno i metallici?
Perché l'effetto metallizzato è ottenuto inserendo, nel colore, delle “pagliuzze” metalliche. Se diluito troppo, si perde il controllo di quelle pagliuzze e il colore tende a dividersi: medium e colore da una parte, pagliuzze da un altro.

In questa foto provo a mostrarvi come si deve comportare il colore ben diluito se scaricato su un foglio di carta assorbente.

Ora che abbiamo il colore della consistenza giusta, si dipinge e si può parlare di stesura.

Banalmente, una delle componenti della stesura è data dalla precisione: non lasciate spazi non dipinti, non sbavate su altre parti del modello e, nel caso succedesse, ripassate quelle parti col colore originario.
Un modello preciso, sia pur piatto come colori, è già un ottimo traguardo per un pittore dilettante.
Come dicevo, la precisione è una delle componenti della stesura.
L'altra componente essenziale è data dalla mancanza di grumosità e dalla finitura. Analizziamole con l'ausilio di una foto.

Stesso scudo, stesso colore blu. Il risultato A) è decisamente migliore di quello B).
Perché?

Prima di tutto, in B) il blu è estremamente grumoso. Questo perché o il colore non è stato diluito a sufficienza oppure perché sono state date troppi strati di colore.
Entrambi questi errori possono portare risultato grumoso, poco gradevole e che, soprattutto, aggiunge una sorta di texture a parti che, normalmente, sarebbero lisce: ciò rende praticamente impossibile un recupero della pittura in fasi più avanzate e porta, nella maggior parte dei casi, ad un bagno veloce nella bacinella per scolorare la miniatura.

Al contrario, nel caso A) il colore è stato diluito a modo, è stato applicato con precisione e in un numero di strati sufficiente per ottenere coprenza: numero sufficiente, certo, ma non ECCESSIVO.
Cosa intendo con eccessivo? Con la diluizione che ho consigliato nell'articolo, cercherei di non dare più di tre strati. Due sarebbe meglio, ma mi rendo conto che con alcuni colori il terzo strato potrebbe risultare estremamente necessario.


Ma il giallo non vuole proprio saperne di stare sul primer nero! Come faccio?
Non usare un primer nero. O, se proprio non ne puoi fare a meno, dai prima UNO strato “traghettante” ocra sulle zone che vuoi dipingere di giallo. In caso di altri colori problematici, stesso ragionamento, ma con il colore traghettante appropriato.

Alla grumosità si aggiunge il problema della finitura.
Cosa intendiamo con finitura? Come la luce si comporta con la superficie del colore: possiamo avere una finitura opaca, satinata o lucida (e varie gradazione tra le stesse).
Ogni finitura ha la sua applicazione in pittura, MA per il momento rimarremo con una regola provvisoria, secondo cui una finitura opaca è preferibile ad una lucida.
Ribadisco, è una regola provvisoria: in articoli più avanzati la riscriveremo per differenziare i singoli casi.

Detto questo, come si ottiene una finitura opaca (o, perlomeno, satinata)? Semplicemente diluendo con acqua poco dura, diluendo a modo il colore, evitando di passare il colore come fosse della malta da muratori ed evitando di esagerare con gli strati.
Esattamente, sono tutte più o meno accortezze che abbiamo già strettamente consigliato, quindi la loro utilità finale è DOPPIA.

Seguo tutte le indicazioni, ma il colore è comunque lucido. Cosa sbaglio?
Se sei sicuro di fare tutto correttamente, prova a scuotere meglio i barattoli di colore. Se il pigmento si separa dal medium nella boccetta, può capitare che la finitura sia troppo lucida. Se anche questo non risolve, tieni presente che la finitura finale dipende anche dalla marca e dalla tipologia di colore utilizzato. Ad esempio, i colori Citadel sono mediamente più satinati rispetto ad altre marche.
Finché il colore non è proprio lucido, è comunque accettabile.

Quindi, fondamentalmente, cosa si deve fare per stendere i colori di base?
  • Depositare il colore su una tavolozza
  • Diluirlo a modo
  • Stenderlo con precisione sulle zone da colore
  • Se la prima passata non è coprente, aspettare che lo strato asciughi e darne un secondo.
  • Non eccedere con gli strati
In particolare, formuliamo la regola d'oro, già citata nello scorso articolo.
Meglio due o tre strati diluiti che uno denso.
Tenete a mente questa regola, è veramente la base per dipingere a modo e subirà un solo “aggiornamento” quando impareremo a fare le velature.
Detto questo, esercitatevi molto su diluizione e stesura: finché non sono praticamente perfette, non passate ad altro. C'è sempre tempo per aggiungere tecniche DOPO.

E' tutto per questo numero di Adeptus Pittoricus.
Nel prossimo articolo tratteremo tre tecniche di base: lavatura, profilatura, drybrush. Come, quando e se usarle.

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