giovedì 9 novembre 2017

Momento Guida: Teoria del Colore for Dummies


In questo breve articolo vorrei parlare di tutta quella compagine di regole, regoline, consigli, suggerimenti, etc... che va sotto il nome di Teoria del colore.
Ovviamente sarà una trattazione ridotta all'osso e sempre col perenne invito a pensare PRIMA al miglioramento della tecnica e POI a quello che vi spiegherò nelle prossime righe.
Allora, partiamo dalla base: una miniatura vive principalmente di un equilibrio abbastanza precario tra l'armonia e il contrasto. "L'opposto concorde e dai discordi bellissima armonia" diceva Eraclito.
Beh, diciamo che ciò si applica fortemente in pittura, ed è proprio su questa base che si deve costruire una miniatura che non sia solo "colorata" ma piuttosto DIPINTA.
Come ragionare in tal senso? Adesso vedremo.

1. CONTRASTI

Tutti bene o male sappiamo, anche intuitivamente, che nel dipingere una miniatura servono contrasti. Lo applicano pure, caninamente, i tristi figuri che dippano i propri soldatini, figuriamoci chi vuole imparare a dipingere seriamente. Ma cosa intendiamo con contrasti? Facciamo qualche esempio.

OMBRA/LUCE

Vabbè, qui credo che sia chiaro a tutti cosa significa. E' il contrasto principale con cui si costruiscono i volumi della miniatura e le si conferisce la giusta tridimensionalità (si, lo so che è già tridimensionale...beh, non basta). Ma ovviamente si può andare oltre: il corretto funzionamento di un OSL si basa proprio su questo contrasto, ed è per quello che spesso e volentieri gli OSL "a spruzzata d'aerografo" non sembrano altro che, appunto, spruzzate di aerografo.

COMPLEMENTARI

Anche questo è più o meno conosciuto, ma lo riprendiamo in mano comunque. Ecco una ruota cromatica.



Avete i colori primari, i secondari e i terziari (e potete andare avanti, sempre mescolando colori tra di loro). Cosa sono i complementari?
Molto banalmente, dato un colore X, il suo complementare è il colore che sta all'estremo opposto della ruota (in generale va bene anche l'intervallo opposto).
Perchè questo complementare è così importante? Beh, avete mai notato come sono belli, allegri e accesi gli addobbi natalizi, con tutto quel verde e quel rosso?
Sembrano decisamente più vivi dei due colori presi singolarmente. Beh, guardate sulla ruota cromatica. Esattamente, sono complementari.
In generale, i colori complementari creano una forma di contrasto che rende ancora più vivi i colori usati, li rafforza e li rende decisamente più brillanti. Questo tipo di contrasto può essere utilizzato, con intelligenza, per far risaltare alcune zone che magari sono penalizzate da una scarsa estensione sulla miniatura, o che potrebbero perdersi nel mare di tonalità molto, molto simili.

SATURO/DESATURO

Ma non abbiamo finito con i complementari. Se è vero che associati si rafforzano, le cose cambiano radicalmente se i due colori vengono mischiati. Rosso più poco verde cosa fa? Marrone. Colore che non è decisamente acceso.
Dosando con attenzione il quantitativo dei colori, si può passare da una versione meno brillante di uno dei due colori, fino ad una tonalità strana, una sorta di grigione triste e poco invitante.
La capacità di gestire la saturazione del colore è fondamentale per diversi motivi.
Prima di tutto, il contrasto ombra/luce è quasi sempre associato ad un contrasto saturo/desaturo. Questo perché, naturalmente, le zone in ombra ricevono meno luce e quindi i colori, oltre ed essere più scuri, sono decisamente meno brillanti di quelli colpiti da luce diretta.
In secondo luogo, la gestione di un contrasto di complementari spesso e volentieri richiede a sua volta l'uso di colori desaturi e colori saturi: se appunto non volete un effetto Albero di Natale, è una buona idea associare un rosso saturo ad un verde desaturo, o viceversa.
Ci sono regole in tal senso? Si e no. Più che altro linee guida e un numero incredibile di ruote cromatiche e modi per leggerle.

CALDO/FREDDO

No, non serve un termometro. Basta questo:


Come potete vedere, sempre nella nostra ruota cromatica base, è presente un'altra distinzione. Quella tra colori freddi e colori caldi.
Come funziona questo tipo di contrasto? Molto semplicemente, i colori freddi vengono percepiti come più lontani rispetto a quelli caldi, per questo creando un forte contrasto. Credo che abbia a che fare con il tipo di luce a cui gli esseri umani sono abituati, ma hypotheses non fingo.
Fidatevi, funziona così.
Anche in questo caso, se usati con dovizia, si possono creare dei contrasti molto interessanti. Guardate l'ultimo busto di Kanaev per averne un assaggio.
MA
Qui bisogna fare una precisazione: in base alla ruota cromatica, uno potrebbe giustamente dire "grazie al piffero che contrastano. Freddo e caldo sono su parti opposte della ruota, quindi siamo quasi nella situazione dei complementari".
Beh, non è proprio così.
Prima di tutto perchè quella è una macro suddivisione, ma il concetto di temperatura di un colore è fondamentalmente relativo: un viola può essere un colore caldo rispetto ad un blu, ma freddo rispetto ad un rosso. Così come un arancione può essere "più caldo" di un rosso.
Chiaro fin qui?
In secondo luogo, con un minimo di pratica, i pittori sono in grado di modificare leggermente la temperatura di un colore. Abbiamo un rosso? Benissimo, miscelando certi colori (o velandolo) possiamo farlo diventare un rosso freddo. Miscelando o velando altri colori, possiamo renderlo un rosso caldo.

ALTRI

Ci sono tanti altri modi di fare contrasti. Addirittura tra superficie opaca e lucida. O tra colori pastello (che sono comunque colori desaturi) e colori saturi. In generale, il contrasto è la parte che dà vita alla miniature. Senza contrasti, non avete nulla più che un pezzo colorato. E non dipinto.
2. ARMONIA

Bella la parte sui contrasti, vero? State già prendendo la tavolozza umida (di bava, immagino) per ficcare su più colori possibile, vero? Beh, fermi.
Fare una cosa del genere, pur con attenzione e conoscenza della materia, è il modo migliore per presentare un Arlecchino indecifrabile. Se, come ho detto, i contrasti danno vita alla miniatura, l'armonia è la gabbia che impedisce a quella vita di volarsene via in una effimera entropia di colori.
In cosa consiste tutto ciò? Beh, anche qui andiamo per ordine.

IDEE CHIARE

Lo so, a tutti piace mettersi lì e dipingere, aspettando di vedere cosa salta fuori. Non nego di averlo fatto spesso e di aver anche ottenuto robe carine.
Ma appunto, "anche". Nella maggior parte dei casi, mettersi a dipingere senza avere una idea chiara del risultato finale è la via principale per la bacinella dello sgrassatore.
Quindi non ve lo ripeterò mai abbastanza: progettate cosa volete fare. I cambiamenti in corso d'opera ci saranno, eccome se ci saranno. Ma è decisamente meglio se sono cambiamenti su una ossatura ben solida, e non la banderuola di un momento.

SCELTA DEI COLORI

Quando progettate, scegliete accuratamente i colori. Si, dovete creare contrasto e l'abbiamo già detto. Ma dovete fare delle scelte assennate. Prendiamo ad esempio questa ruota cromatica e il metodo per leggerla suggerito da James Gurney.                                                                                         


Essa funziona magnificamente, per quanto possa
sembrare limitativa nella scelta dei colori: in fondo, vi dice di sceglierne solo tre, disegnare il triangolo e usare solo e soltanto le tonalità contenute nel triangolo. Perché funziona? Perché, fondamentalmente, i suoi principi di funzionamento fanno si che il triangolo contenga tutto quello che ti può servire.
Notate le scelte, ha alcuni complementari da giocarsi. Ha un buon numero di tonalità desature per non appesantire l'occhio.
Ha il contrasto caldo e freddo.
Ha uno dei complementari SOLO in forma desatura, quindi può spingere quanto vuole la saturazione del verde. Ma, soprattutto, ha i colori freddi (verde e blu) che legano.
Cosa si può ottenere da ciò?
Una ambientazione estremamente fredda in cui i vari elementi sono legati insieme e a cui la presenza di qualche spruzzata di rosso (desaturo) dà quella botta di vita che serve a sollevarla dal rischio di essere una macchia monocromatica.
Come detto prima, ha tutto quello che serve. Poi, ovviamente, il pittore dovrà saperlo usare. Ma c'è tutto. E non c'è il rischio di proporre una arlecchinata.

MESCOLE

Una buona idea, per formare armonia, è scegliere uno o due colori (soprattutto quando si parla delle ombre) e cercare di inserirli SEMPRE nelle mescole, anche in minima parte.
Questo espediente mima l'effetto della luce diffusa ambientale e contribuisce grandemente a creare l'armonia del pezzo. Ovviamente, bisogna prestare attenzione alle dosi e NON sempre la mescola è fattibile.

3. CONCLUSIONE

In definitiva, come vi ho detto, è tutto un gioco di equilibrio. Si deve riuscire a capire, in fase di progettazione, come dosare contrasto e armonia. Esagerate col primo e avrete Arlecchino. Mettete troppo del secondo e otterrete una macchia indefinita di colore.
Ovviamente c'è molto di più di questo.
Non è nemmeno lontanamente una guida esaustiva, ma spero di aver dato una infarinatura generale sull'argomento.

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Questo Momento Guida è stato scritto da Alberto di Godel Point Laboratory, autore anche della rubrica Adeptus Pittoricus. Seguitelo sulla sua pagina Facebook!

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