lunedì 1 gennaio 2018

"Malign Portents: Episodio 1 - The Builder", l'analisi


Dopo ben sette teaser di pochi secondi, oggi pomeriggio Games Workshop ha pubblicato il primo episodio di una serie dedicata a Malign Portents, un modo completamente nuovo di introdurre il prossimo arco narrativo di uno dei propri universi. In questo episodio il protagonista è Elias, descritto su Warhammer Community come un veggente. Elias pare essere un eremita precedentemente estraneo agli scontri tra le varie macrofazioni dei Reami Mortali, senza alcuna fedeltà per un dio specifico.


Tramite la voce del noto doppiatore Toby Longworth, Elias ci dice di aver inviato il proprio spirito a cercare i sussurri del fato nel vento e ad osservare le gesta che hanno modellato questa nuova era, finché non assiste alla costruzione di un osservatorio celestiale. Elias è una figura molto importante in svariate religioni, tra cui Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Si tratta di un profeta legato a miracoli di resurrezione il cui ritorno dalla morte venne piazzato temporalmente come "prima dell'arrivo del grande e terribile giorno del Signore.". Insomma, un nome scelto saggiamente per il protagonista di questo episodio.


Questo osservatorio celestiale ricorda molto il classico elemento scenico di Warhammer Fantasy attualmente fuori produzione.


Potrebbe trattarsi di un richiamo puramente visivo, ma magari potrebbe anche preannunciare il ritorno alla vendita di questo kit.
Continuando, ci vengono presentati i Lord-Ordinator. dei nuovi Stormcast Eternals descritti come arcani ingegneri guerrieri. Del Lord-Ordinator sono stati anche presentati il modello e il primo artwork.



Dal nome dei file di queste due immagini è possibile ricavare il nome Vorras. Non sappiamo se sia il Lord-Ordinator che vediamo nel trailer, ma è totalmente plausibile.

Successivamente, ci vengono mostrate le carte su cui questo Lord-Ordinator ha scritto e disegnato dopo aver osservato le stelle tramite il nuovo osservatorio. A quanto pare, tutto porta a Shyish, il Reame della Morte, ma osserviamo bene l'immagine.


Alla destra del simbolo di Shyish vediamo altri tre simboli dei venti della magia. I primi due sono quelli di Ulgu e Hysh, rispettivamente i Reami dell'Ombra e della Luce. Sono i Reami in mezzo al quale Nagash ha intrappolato la città di Shadespire e, prima di tutto, i Reami di Malerion e Tyrion, le altre due divinità elfiche principali di Warhammer Age of Sigmar. Durante le conferenze del Nova Open 2017, Games Workshop dichiarò che avremmo visto novità sulla questione Slaanesh nel 2018 e, se conoscete un po' il BG dell'ambientazione, saprete che furono proprio Malerion e Tyrion ad imprigionare Slaanesh, motivo per il quale si è anche iniziato a ipotizzare che il 2018 preveda, tra le altre cose, anche grandi uscite per gli elfi.
Ancora più a destra vediamo, invece, il simbolo di Chamon, il Reame del Metallo. Il dio corrispondente è Grungni, già apparso nel romanzo Eight Lamentations: Spear of Shadows. Che quest'anno veda anche il ritorno in guerra del Grande Creatore?
Infine, in basso a sinistra, vediamo un triangolo con la punta rivolta verso il basso come quelli visti nel teaser The Asylum. In una pagina proveniente dai leak del White Dwarf di gennaio 2018 possiamo leggere di piramidi capovolte e fatte di reamepietra di Shyish che Nagash ha costruito sopra la nuova Nagashizzar. Non un possibile indizio per delle future uscite, ma comunque una bella chicca che ci mostra il senso di questi simboli.

Poi, con le ultime parole del Lord-Ordinator e di Elias, si conclude questo primo episodio. Trovo magnifica l'idea di introdurre un arco narrativo in questo modo e spero che il prossimo episodio ci riveli nuovi indizi su ciò che ci aspetta in Malign Portents.

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